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Terremoti in Croazia l’intervista alla geologa Snježana Markušić

Pubblicato originariamente da Le Courrier des Balkans  il 7 gennaio 2021 e ripreso da OBC Osservatorio Balcani e Caucaso) Snježana Markušić dirige il Dipartimento di Geofisica della Facoltà di Scienze dell’Università di Zagabria, dove insegna dal 1986. È membro della prestigiosa Seismological Society of America.

I terremoti non sono rari in Croazia – spiega nell’intervista- e sono principalmente dovuti all’avanzata della placca africana verso la placca eurasiatica. I Balcani fanno tutti parte della micropiastra Adriatica, situata tra i suoi due grandi vicini. Sotto la pressione della placca africana, ruota verso nord da decine di milioni di anni. La principale zona di contatto va dall’Albania a sud-est fino alla croata Banovina a nord-ovest, dove si dirama bruscamente a nord-est, verso i Carpazi occidentali.

L’intera area adriatica è quindi ad alto rischio sismico e diverse regioni dell’entroterra possono essere attive in tempi diversi. Purtroppo la struttura tettonica del sottosuolo non è facilmente riproducibile e non è possibile prevedere come e dove verrà rilasciata l’energia accumulata, fenomeno che fa tremare lo strato terrestre.

La differenza tra i terremoti di Zagabria e quelli di Petrinja – prosegue- è che a Zagabria non ci sono stati terremoti precursori, c’è stato solo un terremoto principale, il 22 marzo, poi un serie di scosse di assestamento di minore intensità. A Petrinja si sono verificate scosse sia prima del terremoto principale che poi, con le scosse di assestamento.

La maggior parte dei terremoti con epicentro vicino a Petrinja si è verificata in questa zona di faglia: 5,8 a Pokupso nel 1909 poi 6,4 a Banja Luka nel 1969. Questa faglia separa infatti due grandi regioni, le Alpi dinariche e la pianura pannonica.

Il 29 dicembre la centrale nucleare di Krško è stata chiusa per diverse ore per motivi di sicurezza, ma tutti gli impianti vitali sono stati realizzati su un’enorme lastra di cemento armato posta su strati di argilla e sabbia. Questa lastra costituisce una base solida, progettata per resistere ai terremoti. Gli edifici sono stati costruiti in modo da poter resistere a scosse di magnitudo 9 sulla scala Richter senza danni, di gran lunga superiori ai terremoti più gravi previsti nella regione. Per tutti questi motivi, a mio avviso, non c’è motivo di preoccuparsi.

Grandi crateri di diversi metri di diametro sono stati osservati nella regione di Dvor, a seguito del terremoto del 28 dicembre scorso, ma – prosegue Snježana Markušić- sono una conseguenza della liquefazione, che è uno dei fenomeni più drammatici e provoca danni terribili agli edifici durante i terremoti.

Dopo il terremoto di Petrinja, i media croati hanno denunciato che vi sarebbero pochi – e datati – sismografi ma -risponde-la rete sismica nazionale croata è composta da 17 moderni dispositivi digitali a banda larga, le cui posizioni sono visualizzate online. Tuttavia, data la forma caratteristica della Croazia, e per poter studiare tutti i terremoti che avvengono nel suo territorio, ne occorrerebbero almeno due o tre volte di più.

L’attività sismica del Paese conclude- è allo studio dei nove sismologi del Servizio Sismologico del Dipartimento di Geofisica della Facoltà di Scienze di Zagabria. Lì lavorano anche altri quattro sismologi, ma con l’insegnamento e la ricerca come missione principale.

In effetti, la Croazia è ancora insufficientemente attrezzata ed è a corto di personale rispetto ai paesi vicini e le autorità pubbliche sono state spesso avvertite di questa situazione. Purtroppo, le autorità reagiscono solo dopo i disastri. Possiamo quindi presumere che anche questa volta sarà così.

Foto 3bMeteo

Giuliano Longo
Direzione editoriale l'Unità, commissione parlamentare legge editoria 1980. CDA Sipra rai. Direzione comunicazione PCI. Amministratore delegato Paese Sera quotidiano. Direzione editoriale quotidiano Liberazione. Editore di Time out Roma. No Limits supplemento de l'Unità. Direttore editoriale free Press Cinque giorni successivamente Cinque Quotidiano
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