E’ ormai un progetto di vecchia data quello di rafforzare le relazioni tra la Cina e la Repubblica democratica del Congo. Lo conferma il messaggio che il ministro degli Affari esteri cinese, Wang Yi, ha lanciato ai vertici del governo nel corso di una visita ieri a Kinshasa.

Ricevuto dal presidente Felix Tshisekedi, Wang ha posto l’accento su tre idee: trasparenza, efficenza ed efficacia dei rapporti, in particolare sulla questione del cosiddetto “contratto cinese”: la commessa per gestire Sicomines, un progetto minerario presentato nel 2008 e che prevedeva un prestito di 14 miliardi di dollari da parte di Pechino per l’estrazione di cobalto e rame.

Il piano era stato sospeso attraverso l’intervento del Fondo monetario internazionale, in un momento in cui al potere c’era il presidente Joseph Kabila.

Ora il contesto politico è cambiato: come osserva Radio France internationale, la mossa di Pechino giunge dopo che Tshisekedi ha rotto l’alleanza di governo col partito di Kabila, mentre all’Unione africana si fa strada il nome dell’attuale capo di Stato congolese per la presidenza di turno. Non solo Wang ha assicurato che la Cina sarà al fianco di Tshisekedi sul piano politico, ma ha annunciato la cancellazione di un debito da 28 milioni di dollari, mentre concedera’ due milioni di dollari in vista del suo mandato all’Unione Africana.

Accordi economici e vicende politiche che avvengono mentre nel Paese permangono sacche di violenza nelle regioni orientali, dove vari gruppi armati continuano a compiere attacchi contro i civili per saccheggiare e prendere il controllo di interi villaggi.

L’ultimo e’ di ieri 6 gennaio con almeno 21 morti tra i civili dopo l’assalto di una milizia ugandese nella provincia di Ituri lungo un’arteria statale importante.

AGC GreenCom 7 Gennaio 2021 14:04