L’“Osservatorio Pedoni” dell’Asaps, l’Associazione amici e sostenitori polizia stradale, sulla base delle segnalazioni di 600 referenti sparsi sul territorio nazionale e dei media ha registrato un calo del 55% di pedoni morti rispetto all’anno precedente – 240 in totale contro i 534 del 2019 –, in gran parte frutto indubbiamente delle misure di contenimento legate al Covid-19 e alla diminuzione della circolazione pedonale sulle strade – non sono considerati statisticamente i decessi in ospedale dopo un certo periodo di tempo –.

In media sono morti 20 pedoni al mese: 150 uomini e 90 donne, 196 cittadini italiani e 44 stranieri. Il picco è stato raggiunto a gennaio, quando ancora non ci si trovava in situazione di pandemia, con 46 perdite, mentre il minimo è stato di 5 ad aprile, in pieno lockdown. A seguito dell’allentamento delle restrizioni si è tornati ai livelli degli anni precedenti, con un massimo di 30 decessi nel mese di settembre.

Il picco in base alla fascia d’età lo si ha con 115 morti tra i 18 e i 64 anni, poi 68 tra i 65 e gli 80 anni e 47 oltre gli 80 anni – tra cui una 96enne morta sulle strisce –. 9 invece i minori deceduti, con il più piccolo di loro che aveva solo un anno.

Numeri allarmanti per quanto riguarda la fascia degli over 65, con “un altissimo rischio” legato a “minori riflessi, lentezza nei movimenti e soprattutto percepiscono il pericolo in modo limitato rispetto ad una persona più giovane”. Ben 33 volte il conducente del mezzo è fuggito dal luogo dell’incidente, mentre in 16 occasioni è stato trovato positivo all’alcool. 7 volte la causa è stata dovuta all’uso di sostanze stupefacenti. Cifre, fa notare l’Asaps, minori rispetto agli stati di alterazioni effettivi, in quanto le analisi del sangue sui guidatori vengono effettuate solo quando individuati e a distanza di tempo.

A preoccupare, però, è il grado d’incidenti causati dalla distrazione di coloro che sono al volante, il 20% del totale, spesso causata dall’uso di cellulari alla guida, quella che l’Osservatorio ha definito la “sbornia del terzo millennio”.

La Regione in cui i pedoni sono più a rischio è il Lazio, che ne ha visti morire nel 2020 ben 30, dei quali 14 nel solo Comune di Roma. A seguire Lombardia con 28 morti – 6 nel Comune di Milano –, 22 in Campania.  In fondo alla triste classifica la Basilicata, con due decessi, la Provincia Autonoma di Trento (1) e la Valle d’Aosta, con nessun pedone che ha perso la vita.

La più grande strage dello scorso anno è avvenuta a Lutago, in provincia di Bolzano, dove 7 giovani sono stati uccisi da un 27enne salito al volante con un tasso alcolemico superiore 4 volte al limite consentitoil perito Luigi Cipriani ha stabilito che l’auto viaggiava a 90 km/h al momento dell’incidente –. Altri cinque i sinistri con due pedoni morti ciascuno.

A lasciar ancor più basiti sono i “codice rosso”, almeno 350, nei pronto soccorso con persone investite in una situazione in cui gli ospedali erano già saturi per le vittime del Coronavirus, e che si sono tradotti in alcuni casi in decessi, in altri in menomazioni gravi per le vittime. I veicoli autori degli incidenti sono: 188 auto, 25 autocarri – ben 5 della nettezza urbana –, 12 ciclomotori o motocicli, 6 bus/tram, 6 veicoli sconosciuti, un quad, una bici elettrica e una ambulanza.

Siamo tutti pedoni – ricorda Giordano Biserni, presidente dell’Asaps – e vedere che i dati dei decessi sono crollati solo grazie alla pandemia non ci rincuora, come dimostrato dalla ripresa delle croci lungo le strade nei mesi estivi. Non siamo per niente soddisfatti dell’assenza di nuove norme sulla causa principale dei sinistri con pedoni, come quella della distrazione dall’uso del cellulare alla guida. In Italia le strisce pedonali non sono luogo ‘sacro’ in materia di sicurezza stradale come in tutti gli Stati europei: ci domandiamo quando sarà possibile sanzionare in automatico con telecamere ed agenti la mancata precedenza proprio sugli attraversamenti pedonali, una sorta di ‘pedovelox’”.

La soluzione, per Biserni, è questa: “Serve maggiore attività repressiva sulle strade, visto che le norme prevedono ben 8 punti decurtati dalla patente in caso di mancata precedenza. In questi primi giorni dell’anno sono stati ben 6 i pedoni morti, con l’Italia in ‘zona rossa’. Incredibile”.

Foto: Polizia di Stato

AGC GreenCom 6 Gennaio 2021 17:46