Si leva la protesta delle Regioni scelte per lo stoccaggio delle scorie nucleari decise l’altra notte dal consiglio dei Ministri. Fra le critiche, una fra le più autorevoli voci è quella del Ministro alla Salute Roberto Speranza che in merito alla sua Regione ieri affermava che le aree della Basilicata indicate come possibili sedi di un deposito di scorie radioattive sono “a bassa idoneità e quindi da escludersi in vista della valutazione definitiva. “  Secondo il Ministro, “la ragione principale è che le aree (di quella regione) sono in zona sismica 2.Va altresì valutato che la grande parte dei rifiuti nucleari è già collocata in aree del Paese distanti dalla Basilicata”.

Mentre protestano ormai tutte le Regioni scelte dal piano di stoccaggio interviene anche il WWF che nella sostanza chiede una soluzione Europea. Infatti scrive in una nota l’associazione ambientalista “a oltre 30 anni dal referendum che chiuse il nucleare in Italia, e a quasi 10 anni dalla netta e saggia reiterazione della volontà popolare di non avere impianti nucleari nel nostro Paese, si avvia oggi formalmente il percorso che dovrebbe individuare la sede del deposito nazionale per i rifiuti radioattivi.

Proprio le scorie che l’energia nucleare produce inevitabilmente, nel suo ciclo, furono tra i principali motivi del rifiuto dell’energia nucleare stessa. Ciò nonostante, la gestione della pesante eredità di un passato ormai remoto richiede soluzioni che garantiscano la salute e l’ambiente: alcuni secoli per le scorie di II categoria, e alcune centinaia di migliaia di anni per i rifiuti di III categoria“.

Va detto che queste scorie non sono solo prodotto da dismesse centrali nucleari ma riguardano anche materiale ospedaliero e della industria Tuttavia è doverosa, prosegue la nota  “una assunzione di responsabilità nella gestione dell’ultima fase dell’uscita del nucleare, senza far ricadere questo compito sulle prossime generazioni. Proprio in quest’ottica viene da chiedersi se si sia fatto il giusto approfondimento su una soluzione europea che potesse consentire al nostro paese di gestire le scorie delle centrali insieme a quelle di altri paesi che hanno scelto di continuare ad usare l’energia nucleare e si troveranno a gestire quantità di scorie molto maggiori di quelle italiane”.

Foto Ministero della Salute di Roberto Speranza

AGC GreenCom 6 Gennaio 2021 16:59