Secondo il rapporto dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) la raccolta differenziata è quasi raddoppiata rispetto al 2008, passando da 9,9 a 18,5 milioni di tonnellate. Otto regioni hanno raggiunto e superato l’obiettivo del 65%

Continua la crescita della raccolta differenziata (Rd), che nel 2019 si attesta al 61,3% (+3,1% sul 2018).  «Il miglioramento è omogeneo sul territorio nazionale . Al Nord la percentuale tocca il 69,6% al Centro il 58,1%, mentre al Sud è stato superato il 50%», ha spiegato il presidente di Ispra Stefano Laporta. Dal punto di vista nazionale, la produzione di raccolta differenziata è quasi raddoppiata rispetto al 2008, passando da 9,9 a 18,5 milioni di tonnellate. 

Otto regioni hanno raggiunto e superato l’obiettivo del 65% di raccolta differenziata stabilito per legge nel 2012. La regione più efficiente è il Veneto (74,7%) seguita da Sardegna (73,3%), Trentino Alto Adige (73,1%), Lombardia (72%), Emilia Romagna (70,6%), Marche (70,3%), Friuli Venezia Giulia (67,2%) e Umbria (66,1%). «Ci colpisce soprattutto il dato rilevato in Sardegna – ha sottolineato la curatrice del Rapporto Valeria Frittelloni –, regione dove in 5 anni la percentuale è passata dal 53% al 73,3%: solo nell’ultimo anno l’incremento è stato del 6%. È un dato da prendere come campione perché dimostra che dove si investe nella raccolta differenziata i risultati non tardano ad arrivare».

Sono quattro, invece, le regioni che superano il 60% ma non raggiungono ancora l’obiettivo del 65%: Valle d’Aosta (64,5%), Piemonte (63,2%), Abruzzo (62,7%) e Toscana (60,2%). Sotto al 50% si collocano Basilicata (49,4%), Calabria (47,95%) e infine Sicilia (38,5%). 

Nel 2019 la produzione nazionale di rifiuti urbani si attesta a 30 milioni di tonnellate (-0,3% sul 2018), quindi circa 500kg all’anno per cittadino: in particolare, 548kg per un cittadino medio del Centro Italia, 518kg del Nord e 445kg del Sud). Nella gestione dei rifiuti solidi urbani (Rsu), il riciclo rappresenta l’operazione prevalente con il 53,3% del totale, mentre il 21% degli Rsu è avviato a discarica (-3,3% sul 2018) e il 18% viene incenerito (+1,4%). 

«Riguardo lo smaltimento in discarica – sottolinea Frittelloni – siamo ancora lontani dall’obiettivo previsto dall’Unione europea del 10% al 2035. Quello europeo è dunque un obiettivo raggiungibile – prosegue- purché si investa in scelte di tipo strategico e impiantistico».

Nel 2019 l’Italia dispone di 656 impianti operativi – di cui più della metà localizzati al Nord (353) – che trattano rifiuti urbani. Sul territorio nazionale i più numerosi sono le strutture di trattamento della frazione organica (345), seguono quelle che si occupano del trattamento meccanico-biologico dei rifiuti (130), poi gli impianti di discarica (130), quelli di incenerimento (37) – localizzati soprattutto in Lombardia ed Emilia-Romagna .

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AGC GreenCom 6 Gennaio 2021 9:32