martedì, Settembre 21, 2021
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MM1 Milano/Monza prolungamento. Comune di Sesto San Giovanni diffida Palazzo Marino

Il Comune di Sesto San Giovanni (amministrato dalla Lega) diffida il Comune di Milano per il blocco del cantiere del prolungamento a Monza della linea 1 della metropolitana. “Ora basta, tutto ha un limite e la nostra pazienza è finita. Dopo le ennesime promesse non mantenute, abbiamo deciso di diffidare il Comune di Milano e la sua partecipata Mm per il blocco del cantiere per il prolungamento della M1 fino a Monza”, ha sottolineato il sindaco di Sesto, Roberto Di Stefano. 

“Da ormai nove anni – aggiunge  – i cittadini e i commercianti del quartiere Restellone, dove dovrà sorgere la fermata intermedia della metropolitana, sono costretti a fare i conti con la chiusura di viale Gramsci, una situazione non piu’ sostenibile per gli innumerevoli disagi che porta con sè. …. ora vediamo come si comporteranno il sindaco Sala e il Comune di Milano: vorranno finalmente rispettare gli accordi contrattuali presi o preferiranno proseguire il discorso in tribunale? Sala fa tanto l’ambientalista, tra piste ciclabili e lotta alle auto, e poi non fa nulla per sbloccare il prolungamento della M1 che significherebbe piu’ mobilita’ sostenibile, meno traffico e meno inquinamento”.

Pochi minuti e da Milano è arriva la replica, firmata da Marco Granelli, assessore alla mobilità di palazzo Marino. “Il sindaco di Sesto S.Giovanni oggi diffida il comune di Milano sui lavori del prolungamento M1 da Sesto FS a Monza-Bettola. Eppure il suo Comune siede al tavolo dell’accordo di programma che guida i lavori. E quindi sa bene che si sta sottoscrivendo in questi giorni un accordo specifico, con testo già condiviso, per le sistemazioni superficiali di Sesto S.Giovanni e che farà ripartire i lavori il 15 gennaio 2021”.

“E proprio ora diffida? Così quando partiranno i lavori fra 10 giorni dirà è stato merito suo? O perché vuole far saltare tutto l’accordo? Io non lo so, ma sono abituato a rimboccarmi le maniche e trovare le soluzioni, altri mi pare remino al contrario e per porre difficoltà.

È vero su quest’opera ci sono stati numerosi problemi con gli operatori e abbiamo lavorato assiduamente per trovare soluzioni e insieme abbiamo anche trovato risorse aggiuntive dal governo in due occasioni, facendo in modo che non ci siano costi aggiuntivi per i Comuni: mi pare un risultato concreto – ha rimarcato Granelli -. Auspico allora che il sindaco di Sesto S.Giovanni invece di diffidare Milano continui a collaborare per giungere al risultato. E se non gli va bene esca dal tavolo e d’ora in poi i soldi che servono li tirerà fuori lui, invece di usarli per pagare gli avvocati“.

La battaglia tra le amministrazioni, insomma, sembra essere partita. E con la diffida formale, e l’aula di tribunale all’orizzonte, la galleria in cui si è infilato il prolungamento della metro sembra allungarsi ancora un po’.

La questione è effettivamente annosa: prima i fallimenti delle ditte. Poi l’emergenza covid e la cassa integrazione. Quindi gli intoppi burocratici e lo stop.  Sembra senza via d’uscita il tunnel nel quale si è infilato il prolungamento della metropolitana rossa M1 di Milano  che  da Sesto San Giovanni dovrebbe arrivare a Monza, in realtà al confine tra la città brianzola e Cinisello.

L’idea di “allungare” la metro era nata in vista dell’Expo 2015, come opera complementare, ma nel corso dei mesi i problemi si sono susseguiti a una velocità imbarazzante, dalle inadempienze delle aziende vincitrici degli appalti fino allo stop causa covid. Adesso l’ultimo guaio arriva direttamente da Monza perché le opere di superficie da realizzare per la stazione Bettola, concentrate sull’ex centro commerciale Auchan che diventerà il nuovo “Milanord2”, necessitano di interventi politici per l’urbanistica, ma la quadratura del cerchio sembra distante. 

Foto città metropolitana Mi

Giuliano Longo
Direzione editoriale l'Unità, commissione parlamentare legge editoria 1980. CDA Sipra rai. Direzione comunicazione PCI. Amministratore delegato Paese Sera quotidiano. Direzione editoriale quotidiano Liberazione. Editore di Time out Roma. No Limits supplemento de l'Unità. Direttore editoriale free Press Cinque giorni successivamente Cinque Quotidiano
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