Utilitalia è la Federazione che riunisce le Aziende operanti nei servizi pubblici dell’Acqua, dell’Ambiente, dell’Energia Elettrica e del Gas, rappresentandole presso le Istituzioni nazionali ed europee. Oggi interviene Giordano Colarullo, direttore generale di Utilitalia rimarcando che ”nella legge di bilancio è previsto un credito d’imposta per l’acquisto di sistemi di filtraggio dell’acqua potabile. La misura non solo pare poco razionale, ma finisce anche per dare un segnale sbagliato”.

Inoltre “la qualità dell’acqua del rubinetto in Italia è tra le migliori d’Europa, grazie a un lungo lavoro che parte con la captazione e prosegue con la potabilizzazione, il trasporto, la distribuzione, la fognatura e la depurazione, per restituirla all’ambiente pronta a rientrare in circolo”.

Il settore idrico, sottolinea Colarullo, “è centrale per la ripartenza economica del Paese e necessita di una serie di importanti interventi che potrebbero essere realizzati anche grazie alle risorse del Recovery fund”.

Da questo punto di vista, “più che di interventi come quelli previsti nella legge di bilancio, c’e’ bisogno di un grande lavoro sulla governance, con l’obiettivo di offrire un servizio omogeneo e standardizzato ai cittadini in tutto il territorio”.

Utilitalia sottolinea che ci sono aree del Paese in forte ritardo soprattutto nel Mezzogiorno, dove sono ancora numerose le gestioni comunali ‘in economia’, che vuol dire con livelli di servizi e di investimenti non adeguati, creando disparità fra diverse parti dell’Italia.

Infatti se la media nazionale di investimenti nel settore si attesta intorno ai 40 euro pro capite, il dato scende a 26 euro al Sud e crolla a 5 euro nelle gestioni comunali. 

Insomma tocca fare azienda e investimenti anche privati per superare il gap.

Foto Gruppo Acea

AGC GreenCom 3 Gennaio 2021 17:29