Quest’anno le importazioni energetiche della Turchia sono state limitate per un valore di 5 miliardi di dollari grazie a una produzione di energia da fonti rinnovabili pari a 120 miliardi di kilowattora (kWh): questo è quanto dichiarato dalla Hydroelectric Power Plants Industry Businessmen Association (HESIAD) turca.

Con una capacità installata di energia rinnovabile pari a 49 gigawatt (GW) in Turchia ci sono state nel 2020 nuove installazioni per più di 4,7 GW.

Il regime di sostegno alle energie rinnovabili (YEKDEM) voluto dal governo turco, che dal 2011 sostiene gli investimenti in questo settore, doveva terminare il 31 dicembre scorso, ma è stato prorogato al 30 giugno 2021 a causa della pandemia da Covid-19 e il conseguente rallentamento della catena di approvvigionamento energetico, in particolare nella prima metà del 2020.

Il programma supporta lo schema feed-in-tarif pari a 0,073 USD per kWh per gli impianti eolici e idroelettrici, a 0,105 USD per kWh per gli impianti geotermici e a 0,133 USD per kWh per gli impianti solari e biomasse.

L’indipendenza energetica della Turchia si gioca, dunque, anche sull’utilizzo delle fonti rinnovabili, rappresentando per il Paese che attraversa Europa e Asia una grande opportunità di sviluppo e innovazione.

AGC GreenCom 2 Gennaio 2021 20:59