martedì, Settembre 21, 2021
HomeScienze e TecnologiaUSA: La spia Pollard in Israele accolto da Netanyahu

USA: La spia Pollard in Israele accolto da Netanyahu

E’ tornato in Israele Jonathan Pollard, che ha scontato 30 anni di carcere per spionaggio a favore d’Israele, in un caso che provocò forti tensioni fra Israele e Stati Uniti. Secondo i media locali, Pollard, 66 anni, e la moglie Esther sono arrivati in Israele con un volo privato partito dal Newark International Airport nel New Jersey.

Un video diffuso dall’ufficio del premier israeliano mostra la coppia all’arrivo in Israele con Benjamin Netanyahu ad attenderli.

Il premier ha consegnato un nuovo documento d’identità all’ebreo americano Pollard, che ottenne la cittadinanza israeliana nel 1995 mentre era in carcere. “E’ un momento molto commovente, Jonathan ed Esther sono a casa – ha detto Netanyahu – Ora potete iniziare una nuova vita, con libertà e felicità”.

“Siamo al settimo cielo, essere a casa dopo 35 anni, ringraziamo il popolo e il premier di Israele per averci portato a casa”, ha detto Pollard, arrestato nel novembre del 1985 e condannato nel 1987 per aver passato a Israele informazioni riservate mentre lavorava come analista per la Marina americana. Condannato all’ergastolo era in libertà vigilata dal 2015 dopo 30 anni di carcere. Lo scorso novembre il dipartimento di Giustizia Usa aveva annunciato la fine dei provvedimenti restrittivi, lasciando quindi Pollard libero di trasferirsi in Israele. 

Jonathan Jay Pollard (Galveston7 agosto 1954) cittadino statunitense di origine ebraica ed ex analista dei servizi di intelligence della Marina Militare, fu arrestato il 21 novembre 1985 e condannato all’ergastolo per spionaggio a favore d’Israele.

Pollard fu scoperto da un collega che raccontò come egli rimuovesse materiale classificato dall’NIS.

Nel 1995 Pollard ha fatto richiesta per la cittadinanza israeliana, che gli è stata concessa nello stesso anno. In anni successivi diversi presidenti israeliani hanno richiesto che egli venisse rilasciato.

Il 20 novembre 2015 Pollard è stato rilasciato in libertà condizionale dopo 30 anni, in accordo con le linee guida federali in vigore al momento della sua condanna[1].

Ma chi è davvero Jonathan Pollard, ebreo americano condannato all’ergastolo per spionaggio a favore di Israele. Dove ora, dopo 35 anni, sta per tornare. Trionfalmente accolto da Ganz e Netanyahu

Le immagini di questi giorni mostrano un uomo ancora giovane dallo sguardo tipico di un nerd,

Oggi è  un ultrasessantenne ingrassato, con la kippà in testa, i capelli radi ma lunghi, una barba folta e imbiancata, incarcerato nel 1987, condannato all’ergastolo per spionaggio con la possibilità di godere dei benefici della condizionale trascorsi trent’anni, nel 2015 Pollard era stato rilasciato dal carcere del Nord Carolina, andando a risiedere a New York, con l’obbligo di portare un braccialetto elettronico, l’impossibilità di uscire dal domicilio domestico dalle 19 di sera alle 7 del mattino, di parlare con la stampa. 

Jay Pollard, infatti, è stato il protagonista di uno dei più famosi e sorprendenti casi di spionaggio a favore d’Israele unico americano ad essere condannato all’ergastolo per intelligenza con un paese alleato di Washington.

La vicenda vede una serie di interventi del governo Israeliano per liberare Pollard anche se fu ufficialmente riconosciuto il fatto che Pollard avesse ricevuto somme in pagamento per la sua attività di talpa a favore d’Israele. Paese che nel 1995 gli aveva concesso l’agognata cittadinanza

Ricostruita la cronaca spicciola, chi è Jonathan Pollard? Nato a Galveston in Texas nel 1954 da una famiglia di ebrei americani, figlio di tre fratelli, con un padre docente universitario di microbiologia aveva fatto domanda di accesso alle scuole di formazione delle agenzie di intelligence americane. La Cia lo aveva rifiutato, dopo che egli stesso aveva riconosciuto, dinanzi alla prova del poligrafo, di fare uso di sostanze stupefacenti.

La marina militare, invece, lo ammise come analista al suo corso di formazione, e lo inserì successivamente nel Navy Field Operational Intelligence Office, un dipartimento operativo del Naval Intelligence Command assegnato al bureau che seguiva gli affari sovietici, presso il Navy Ocean Surveillance Information Center e poi al Naval Intelligence Support Center.

. La Cia ne aveva consiglio il demansionamento, mentre il suo direttore militare, l’ammiraglio Sumner Shapiro, ne aveva chiesto la rimozione dagli incarichi. Con il tempo, Jonathan Pollard fu trasferito all’incarico di analista per il comando centrale dell’Intelligence navale in una posizione quasi defilata. 

Poi incontra Aviem Sella, colonnello veterano dell’aviazione israeliana, all’epoca negli Stati Uniti per conseguire un master in informatica, Pollard gli parlò del suo ruolo professionale e menzionò casi specifici nei quali l’Intelligence americana avrebbe violato gli interessi israeliani.

Invito a nozze per Sella  che con discrezione informò le autorità del suo paese. Che lo autorizzarono a coltivare il “contatto”, per verificare cosa ne sarebbe potuto derivare.

Dal giugno del 1984, quindi, Pollard iniziò a trasferire  informazioni riservate a Sella. In cambio di somme di denaro non particolarmente alte ma sufficienti a garantirgli un tenore di vita superiore al suo reddito famigliare.

Le indagini condotte sulle azioni di Pollard dopo il suo arresto hanno evidenziato che,Pollard avrebbe cercato di vendere informazioni anche al Sud Africa e al Pakistan. Messo sotto pressione, isolato dai suoi uffici, privato dei codici di accesso alla documentazione secretata, a quel punto Pollard capì il 21 novembre 1985  che il cerchio  si stava stringendo intorno a lui e cercò di ottenere riparo all’ambasciata israeliana a Washington, forzando con la moglie l’ingresso e venendo immediatamente respinto dagli agenti di guardia. Negli attimi successivi fu arrestato dall’Fbi che da tempo seguivano ogni sua mossa. . Fu tuttavia fuori discussione che Pollard potesse uscire dagli Stati Uniti per vie legali.

Le successive indagini  e il processo misero in rilievo una ramificata attività di vendita di segreti di rilevanza intermedia, ma buona parte dei segreti acquisisti  non fu mai restituita da Gerusalemme.

I critici di Pollard hanno sempre affermato che i suoi moventi fossero da ricercarsi soprattutto nel desiderio di un arricchimento facile e non nella fedeltà ad Israele. La liberazione effettiva di Pollard, avviatasi nel 2015, ha seguito quindi l’iter legale previsto per le condanne federali all’ergastolomentre i segreti dei quali a suo tempo era venuto in possesso e che aveva poi trasmesso ad una “potenza straniera” venduti , non avevano più alcun valore per la sicurezza nazionale.

Foto di Pollard ai tempi dell’arresto da wikipedia

Giuliano Longo
Direzione editoriale l'Unità, commissione parlamentare legge editoria 1980. CDA Sipra rai. Direzione comunicazione PCI. Amministratore delegato Paese Sera quotidiano. Direzione editoriale quotidiano Liberazione. Editore di Time out Roma. No Limits supplemento de l'Unità. Direttore editoriale free Press Cinque giorni successivamente Cinque Quotidiano
RELATED ARTICLES

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Most Popular

Recent Comments