Esito negativo per l’incontro svoltosi oggi in videoconferenza tra il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, le associazioni datoriali del trasporto pubblico locale Asstra Agens e Anav e i sindacati per il rinnovo del contratto collettivo degli Autoferrotranvieri Internavigatori, scaduto il 31 dicembre 2017. 

Si tratta di un tentativo di conciliazione, dopo che tutti gli altri tentativi di raggiungere un accordo si erano risolti in una fumata nera. 

La vertenza per il rinnovo del contratto nazionale degli autoferrotranvieri e internavigatori rimane aperta e verranno intraprese azioni di mobilitazione“. Lo affermano unitariamente Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa Cisal e Ugl Fna, a seguito della videoconferenza, riferendo che “si è concluso con un verbale di mancato accordo“. “A causa dell’indisponibilità delle associazioni datoriali a concludere positivamente il confronto per il rinnovo del ccnl, scaduto da 36 mesi – sottolineano le organizzazioni sindacali – abbiamo confermato la nostra posizione, riaffermando con forza il diritto all’adeguamento salariale e normativo e quindi al rinnovo del contratto delle lavoratrici e dei lavoratori del settore

E’ una situazione delicata – sostengono infine Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa Cisal e Ugl Fna – dove servirebbe responsabilità e, non al contrario, un atteggiamento di indisponibilità al confronto e al dialogo come stanno facendo Asstra, Agens e Anav, in un settore come quello del trasporto pubblico locale che deve farsi trovare pronto alla riapertura delle scuole a gennaio“.

Il confronto per il rinnovo del contratto si era arrestato a febbraio per l’insorgere dell’emergenza pandemica. Il 25 novembre si era tenuto un tavolo, nel quale le associazioni datoriali Asstra, Agens e Anav, avevano rinviato il confronto al 10 dicembre 2020. Poi, in quella data, secondo i comunicati dei sindacati, le associazioni si erano sottratte al dialogo, adducendo “motivi legati alla liquidità aziendale e ponendo strumentali elementi pregiudiziali tra i quali la completa cancellazione del triennio contrattuale (2018-2019-2020) trascorso spettante ai lavoratori del TPL”. 

Oltre a quest’ultimo punto, i sindacati avanzano richieste di maggiore attenzione alla qualità dell’impiego, offrendo la possibilità di maggiore conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, alle politiche di genere, alla formazione e alla ricollocazione del personale sottoposto a mansioni usuranti. Inoltre, particolare attenzione viene richiesta per la sicurezza dei lavoratori, spesso soggetti ad aggressioni.

AGC GreenCom 30 Dicembre 2020 19:05