Nel 2016 il vulcanico fondatore del marchio automobilistico elettrico Tesla aveva sostenuto che 100 “gigafactory” composte di pannelli solari sarebbero state sufficienti per fornire energia elettrica al pianeta intero, Senza dover scomodare centrali su base fossile.

A quattro anni di distanza sembra che i suoi calcoli siano corretti. Cento gigantesche fabbriche entro il 2025 basterebbero a ‘defossilizzare’ la domanda di energia entro il 2035. Secondo Christian Breyer, professore all’Università LUT di Lappeenranta, in Finlandia e a capo di un gruppo di ricerca che studia sistemi energetici futuri a impatto zero, c’è un preciso modello matematico che accoglie questa visione.

Come riportato dal quotidiano Deutsche Welle, il modello di Breyer mette al centro il solare fotovoltaico (PV): “Il solare fornisce il 69% della domanda globale di energia primaria a tutti gli effetti. Il resto proviene da energia eolica, biomasse e rifiuti, energia idroelettrica e geotermia. Non è inclusa l’energia nucleare perché è semplicemente troppo costosa. La tecnologia fotovoltaica sta diventando sempre più conveniente di anno in anno; i costi di costruzione delle centrali nucleari, invece, stanno aumentando“.

La produzione di un MWh di elettricità a carbone causa circa una tonnellata di emissioni di CO2. Eliminare attivamente la CO2 dall’aria e immagazzinarla in modo permanente può costare circa 100 € per tonnellata a lungo termine. In confronto, un MWh di elettricità pulita costa in media 33 € in Germania nel 2020. Ciò significa che l’energia alimentata a carbone è in realtà almeno tre volte più costosa dell’elettricità da impianti fotovoltaici o eolici”, spiega Breyer citando appunto i costi come lato positivo di un passaggio al solare.

La più grande fabbrica di moduli fotovoltaici del mondo è attualmente in costruzione nella provincia cinese di Anhui. Avrà una capacità produttiva di 60 GW all’anno, secondo GCL System Integration. Per fare un confronto, la capacità di produzione fotovoltaica globale nel 2020 era di circa 200 GW, il 90% della quale in Cina. “Il modello LUT, di Breyer, prevede un sistema elettrico globale alimentato interamente da fonti rinnovabili, con 78.000 GW di capacità di generazione installata, di cui 63.400 GW di solare fotovoltaico, di cui circa 8.800 GW in Europa. Secondo gli attuali piani del settore, entro il 2024, la quantità cumulativa di moduli fotovoltaici installati in tutto il mondo dovrebbe raggiungere quasi 1.500 GW. Per raggiungere lo scenario LUT  entro il 2035, altri 60.000 GW di moduli FV (o 60 terawatt, TW) devono essere prodotti e installati tra il 2025 e il 2035″, scrive sempre il Deutsche Welle.

Calcolo rapido e semplice: per avere 60 TW entro il 2035 occorrono 100 gigafactory da 60 GW ciascuna, delle quali 15 in Europa, operative per 10 anni. L’idea di Musk che ritorna.

AGC GreenCom 30 Dicembre 2020 9:43