Sono state 1.227 ispezioni eseguite nei confronti delle navi straniere approdate nei porti italiani, delle quali 64 sottoposte a fermo amministrativo. Ma il 2020, causa contingenze sanitarie, si è rilevato un anno difficile.

La pandemia da Covid-19 ha stravolto le abitudini del vivere comune, del modo di lavorare, dei rapporti sociali. In tale contesto, la Guardia Costiera ha fornito  una risposta  immediata collaborando  con la Protezione Civile.

Molti gli interventi operativi sul territorio nazionale per assicurare il trasporto urgente di più di 1.300.000 Dpi (dispositivi di protezione individuale). I militari del Corpo, inoltre, sono stati anche inseriti in appositi dispositivi di Pubblica sicurezza, per contribuire con le Forze di Polizia alla verifica contestuale del rispetto delle disposizioni per contenere e contrastare la diffusione del virus.

Grazie al lavoro svolto dal 6° Reparto ‘Sicurezza della Navigazione’ del Comando Generale del Corpo è stata mantenuta in efficienza la catena logistica degli approvvigionamenti via mare dei beni essenziali.

Così è stata garantita  la sicurezza e la regolarità dei trasporti marittimi che non hanno mai interrotto la loro attività, né è mai mancata l’assistenza nei confronti di quegli equipaggi momentaneamente bloccati nei porti esteri.

Per venire incontro al personale marittimo sono stati prorogati i permessi, i certificati, gli attestati e gli atti abilitativi.

L’attività di controllo è proseguita  con 1.227 ispezioni Psc (Port State Control) eseguite nei confronti delle navi straniere approdate nei porti italiani, delle quali 64 sottoposte a fermo amministrativo per gravi irregolarità concernenti la sicurezza della navigazione. 

Nel corso del 2020 la Guardia Costiera si è  impegnata  in favore dell’ambiente sia a livello operativo che comunicativo. La campagna ambientale ‘Alla natura non serve’, il cui spot è ancora in programmazione nell’emittente televisiva nazionale nata dalla collaborazione tra il Comando Generale della Guardia Costiera e il Ministero dell’Ambiente, ha contribuito a sensibilizzare l’opinione pubblica a favore del corretto smaltimento di guanti e mascherine, affinché non vadano dispersi nell’ambiente marino e costiero.

L’operazione ‘Reti fantasma’, ha visto i nuclei subacquei del Corpo impegnati in attività di recupero delle reti da pesca abbandonate lungo i fondali marini: un pericolo per la vita dell’ecosistema marino come pure per la sicurezza di bagnanti e subacquei.

Ad oggi, sono7 le tonnellate di reti abbandonate sui fondali marini rimosse dai nuclei sub della Guardia Costiera, pari a circa 240mila bottiglie di plastica. A quest’attività operativa, si è affiancata la 4a  campagna di monitoraggio ambientale nelle aree marine protette realizzata grazie all’intervento congiunto della componente aeronavale dei Corpo, dei nuclei sub e dei laboratori ambientali mobili.

Foto Guardia Costiera 

AGC GreenCom 30 Dicembre 2020 16:50