L’impiego congiunto della tecnologia CSP in impianti di termovalorizzazione rappresenta una tecnologia molto promettente, che tuttavia non ha ancora raggiunto piena maturità.Ne scrive di Barbara Mendecka su Rinnovabili.it

Il trattamento termico con recupero di energia (la  termovalorizzazione”) rappresenta la strategia più diffusa, a livello mondiale, per una gestione sostenibile dei rifiuti urbani indifferenziati o residuali. Tranne che nel Lazio dove è rimasto un solo piccolo impianto dell’Acea a San Vittore dopo che è stato chiuso quello di Colleferro.

Ma il processo di termovalorizzazione che consiste nella produzione di energia elettrica a seguito della combustione dei rifiuti, si realizza mediante un ciclo termodinamico a vapore acqueo di tipo Rankine-Hirn e, in generale, ci si riferisce a questo processo con il termine Waste-to-Energy (WtE).

I vantaggi legati al processo di termovalorizzazione sono rappresentati sia dal recupero di energia che dalla significativa riduzione della massa e della reattività del rifiuto da destinare alla discarica. Tuttavia, per confermarsi anche in futuro come una tra le soluzioni adottabili, il processo WtE necessita di essere ulteriormente sviluppato per migliorarne l’efficienza e ridurne l’impatto ambientale, in generale sempre presente. 

Ma fra le cause – continua l’articolo- che limitano fortemente l’efficienza del processo WtE, la più importante è rappresentata dalla corrosione indotta dai fumi di combustione.

Una alternativa interessante, dal punto di vista della sostenibilità ambientale, a quella dell’utilizzo di combustibili fossili per il surriscaldamento esterno del vapore, è legata all’impiego della tecnologia del solare termodinamico. Negli impianti basati su questa tecnologia, il surriscaldamento esterno del vapore è realizzato attraverso l’utilizzo dell’energia solare, captata sotto forma di energia termica ad alta temperatura.

La tecnologia del solare termodinamico può utilizzare diverse soluzioni impiantistiche a seconda del fluido termovettore e del ciclo termodinamico utilizzati. In ogni caso, la combinazione di un impianto WtE con un siffatto impianto solare (“ibridizzazione”) favorisce valori di efficienza netta elevati, minori emissioni specifiche di CO2 e un costo livellato dell’elettricità inferiore rispetto a quello relativo agli impianti WtE convenzionali.

L’impiego congiunto – conclude Mendecka-  della tecnologia CSP in impianti di termovalorizzazione rappresenta una tecnologia molto promettente, che tuttavia non ha ancora raggiunto piena maturità, e che per questo meriterà nel futuro prossimo grande attenzione da parte del mondo accademico ed industriale.

foto del temovalorizzatore di Colleferro chiuso

AGC GreenCom 27 Dicembre 2020 20:15