giovedì, Settembre 23, 2021
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L’Italia scarica in Tunisia rifiuti pericolosi

Secondo le indagini di un gruppo internazionale di giornalisti investigativi, la società tunisina Soreplast importerebbe ogni anno 120mila tonnellate di rifiuti, compresi prodotti ospedalieri pericolosi dall’Italia. La vicenda coinvolge 23 alti funzionari politici e amministrativi tunisini.

Almeno 282 contenitori di rifiuti pericolosi sarebbero stati esportati illegalmente nel 2020 dall’Italia al porto di Sousse, in TUNISIA.

Mustapha Aroui, Ministro dell’Ambiente, dirigenti del Ministero dell’Ambiente e delle dogane e il Direttore dell’Agenzia nazionale per il riciclaggio dei rifiuti sono stati posti agli arresti domiciliari lo scorso 21 dicembre 2020. La giustizia tunisina avrebbe emesso almeno otto avvisi di garanzia. Il capo dell’azienda importatrice tunisina sarebbe in fuga.

Soreplast disporrebbe solo di un’autorizzazione per riciclare ed esportare rifiuti plastici industriali. Secondo la stampa locale avrebbe fatto una falsa dichiarazione di importazione di “rifiuti plastici post-industriali in balle non pericolose per effettuare le operazioni di cernita, riciclaggio e riesportazione nel territorio europeo”.

La Tunisia tratta solo il 60% dei suoi rifiuti quindi “Smaltimento”  spesso significa stoccaggio selvaggio in una discarica aperta. Secondo la stampa tunisina i 282 contenitori devono teoricamente essere restituiti al mittente. Ma l’opinione pubblica tunisina è molto scettica che ciò possa avvenire.

Il quotidiano il Manifesto aveva già scritto delle vicenda giorni fa spiegando che si tratta di un combinato disposto di corruzione e traffici illeciti. L’inizio dell’indagine risale ai primi di novembre quando la tv privata El Hiwar Ettounsi aveva denunciato l’arrivo in Tunisia di 70 container con 120 tonnellate di rifiuti provenienti dall’Italia, mentre altre 200 tonnellate sono in attesa di essere smistate nel porto di Sousse, nel sud della Tunisia.

Nei container materie plastiche, rifiuti ospedalieri, centraline elettriche, scarti industriali, rifiuti domestici, ovvero rifiuti pericolosi, spediti dalla Sviluppo risorse ambientali Srl, società con sede nella provincia di Salerno. A riceverli la Soreplast, una società di Sousse, che aveva ripreso l’attività dopo un periodo di congelamento, ma autorizzata solo a riciclare rifiuti plastici industriali destinati all’esportazione.

L’affair”, secondo quanto scrive il Manifesto, mostra quanto i traffici illeciti di rifiuti abbiano una vasta ramificazione, che è aumentata con l’approvazione di leggi più restrittive in Europa, e che si cerchino nuovi orizzonti dopo che l’Asia, una volta discarica dell’occidente, è diventata più reticente.

Giuliano Longo
Direzione editoriale l'Unità, commissione parlamentare legge editoria 1980. CDA Sipra rai. Direzione comunicazione PCI. Amministratore delegato Paese Sera quotidiano. Direzione editoriale quotidiano Liberazione. Editore di Time out Roma. No Limits supplemento de l'Unità. Direttore editoriale free Press Cinque giorni successivamente Cinque Quotidiano
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