martedì, Settembre 21, 2021
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Porti. Livorno Piombino cala l’occupazione ma la CIG non risolve il problema

Qualcuno lo chiama “fronte del porto” evocando il film con Marlon Brando, ma resta il fatto che ci sono 2000 addetti, quelli che lavorano al porto tanto per intenderci,  di cui 1644 a Livorno e 279 a Piombino. Questa è forza lavoro del Sistema portuale dell’Alto Tirreno è stata fotografata dal Piano Organico Porto adottato dal Comitato di Gestione dell’Ente.

Nel solo scalo di Livorno  dove sono stati campionati 30 operatori sui 34 complessivi, risultano 745 impiegati in società terminaliste, 332 in imprese autorizzate allo svolgimento sia delle operazioni che dei servizi portuali, 298 in imprese autorizzate allo svolgimento dei soli servizi portuali, 75 in imprese autorizzate allo svolgimento delle sole operazioni portuali, 68 impiegati presso l’agenzia di lavoro portuale.

Dei 1644 addetti, 1390 hanno mansioni operative (84,5%), mentre 254 risultano essere impiegati nei reparti amministrativi (15,5%).

Nel triennio 2018-2020, la composizione degli addetti operativi (al netto degli impiegati nei depositi costieri) risulta aver mantenuto i livelli dell’anno 2018, nonostante il periodo di crisi economica attualmente in essere.

L’organico complessivo a Piombino, rilevato alla data del 31 agosto 2020, risulta essere pari a 279 addetti totali, di cui 248 impiegati in società terminaliste, 28 in imprese autorizzate allo svolgimento sia delle operazioni che dei servizi portuali.

Dei 279 addetti 265 hanno mansioni operative, mentre solo 14 risultano essere impiegati in reparti amministrativi. A differenza di quanto avvenuto nel porto di Livorno, la variazione della composizione degli addetti operativi appare stabile tra il 2018 e 2019 ma ha subito un forte decremento nel corso del 2020,pari a 32 unità.

A Livorno nel triennio 2018-2020 tra l’andamento registrato dagli addetti operativi e i traffici portuali mostra come il decremento dell’organico portuale, da effetto Covid, è stato  inferiore rispetto alla contrazione registrata per i volumi di traffico: la contrazione degli addetti, pari al 3,39% nel periodo gennaio-settembre 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019, va infatti raffrontata a una diminuzione dei traffici pari al 13,3%. ma i dati successivi potrebbero peggiorare la situazione.

Ma nel report è analizzato il numero delle imprese che quest’anno hanno fatto ricorso agli ammortizzatori sociali e solo  7 imprese non hanno fatto ricorso a a misure di sostegno al reddito, mentre 15 hanno fatto ricorso alla CIG, una al Fondo di Integrazione Salariale (FIS) e un’altra ai contratti di solidarietà, mentre 4 di esse non hanno fornito nessuna risposta.

Del totale delle imprese che hanno risposto all’indagine è emerso che il totale delle persone coinvolte ammonta negli ammortizzatori ad un totale di 985 unità. Per il porto di Livorno ciò equivale a circa il 75% degli addetti in cassa integrazione .

Secondo il report, “l’emergenza sanitaria ha messo in luce la fragilità di un assetto dell’organizzazione del lavoro che negli ultimi anni aveva privilegiato, soprattutto per alcune categorie merceologiche, l’appalto di segmenti di ciclo delle operazioni portuali, incentivando le imprese appaltatrici ad operare assunzioni, anche a tempo determinato, che hanno poi reso necessario un massiccio ricorso alla cassa integrazione o al mancato rinnovo dei contratti”.

Il “fronte del porto” si va disgregando?

foto sistema portuale Mar Tirreno Settentrionale

Giuliano Longo
Direzione editoriale l'Unità, commissione parlamentare legge editoria 1980. CDA Sipra rai. Direzione comunicazione PCI. Amministratore delegato Paese Sera quotidiano. Direzione editoriale quotidiano Liberazione. Editore di Time out Roma. No Limits supplemento de l'Unità. Direttore editoriale free Press Cinque giorni successivamente Cinque Quotidiano
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