A Pompei è stato portato alla luce un thermopolium, una sorta di antico “fast-food”, adornato con motivi policromi e in un eccezionale stato di conservazione. Lo hanno annunciato sabato 26  i gestori del sito. Il bancone congelato dalle ceneri vulcaniche era stato in parte riesumato nel 2019. I lavori sono stati ampliati per preservare al meglio l’intero sito, situato in un quartiere  che era molto trafficato.

Oltre a un già noto affresco raffigurante una Nereide (ninfa di mare) su un cavallo, i ricercatori hanno trovato, dipinti con colori vivaci, animali, in particolare pollame, comprese le anatre domestiche che dovevano essere consumate con vino o bevande calde.

Gli scienziati hanno trovato nelle cavità delle mense dei rilievi alimentari che potrebbero fornire preziose informazioni sulle abitudini gastronomiche a Pompei all’epoca dell’eruzione del Vesuvio, nel 79 d.C.

Dai vasi di terracotta sono stati recuperati un frammento di osso d’anatra, ma anche resti di maiale, capra, pesce e lumache. Diversi ingredienti venivano cucinati insieme.  Sul fondo di un barattolo sono stati trovati fagioli pestati, che servivano per modificare il gusto del vino.

“Oltre ad essere una testimonianza della vita quotidiana a Pompei, le possibilità di analizzare questo termopolio sono eccezionali, perché per la prima volta è stato portato alla luce un intero ambiente” , ha dichiarato Massimo Osanna, direttore generale della Parco archeologico di Pompei.

AGC GreenCom 26 Dicembre 2020 17:02