Oltre a questo triste Natale esistono tragedie che probabilmente non toccano in molti, ma nel 2020 sono stati almeno 1.100 i accertati morti nel Mar Mediterraneo, secondo le stime dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (Oim).

In media tre persone al giorno hanno perso la vita o sono scomparse durante la traversata con l’intento di raggiungere Europa.

Da inizio anno (al 22 dicembre), il progetto Missing Migrants dell’Oim indica 739 vittime nel solo Mediterraneo centrale. Mentre lungo le rotte migratorie di tutto il mondo 3.200 persone circa hanno perso la vita quest’anno, nonostante le restrizioni di viaggio in conseguenza del Covid.

Cifre relative perché  ”la capacità di monitorare molte rotte migratorie” e la raccolta dei dati, suggeriscono “il numero dei morti è molto più alto”, evidenzia l’Oim.

Da inizio anno i migranti sbarcati sulle coste italiane, secondo i dati del Viminale aggiornati al 22 dicembre, sono 33.713.

I picchi ci sono stati durante i mesi estivi e a novembre.

Gli arrivi in Italia sono triplicati rispetto allo stesso periodo del 2019 quando se ne sono registrati 11.277 (al 31 dicembre 11.471), mentre nel 2018 sono stati 23.209 (al 31 dicembre 23.370).

La maggior parte dei migranti, il 38%, proviene dalla Tunisia (12.816). A seguire le nazionalità dichiarate al momento dello sbarco risultano essere Bangladesh (4.132), Costa d’Avorio (1.950), Pakistan (1.358), Egitto (1.239), Sudan (1.099), Marocco (996), Afghanistan (950) e Somalia (876). A questi vanno aggiunte altre 6.914 persone provenienti da altri paesi o per le quali è ancora in corso l’attività di identificazione.

Passando ai minori stranieri non accompagnati, sono 4.489 coloro sbarcati in Italia da inizio anno al 17 dicembre. Un numero di gran lunga maggiore, anche in questo caso, rispetto a tutto il 2019 che ne ha registrati 1.680. Nel 2018 i minori stranieri non accompagnati che hanno raggiunto via mare le coste italiane sono stati 3.536.

AGC GreenCom 25 Dicembre 2020 18:24