giovedì, Settembre 23, 2021
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Intervista: Anna Maria Corazza da Tabiano Castello su “Turismo di qualità”

La pianura padana offre straordinarie ricchezze collinari, dove storia e tradizioni si intrecciano con la bellezza del paesaggio. Ed è qui che il Turismo di qualità si afferma facendo riscoprire la maestosità degli antichi borghi. Come quello di Tabiano, a due passi dalle Terme di Salsomaggiore, dominato dal Castello millenario, trasformato in luogo rinomato di eventi e ospitalità.

E del Castello di Tabiano Federica Sorrentino per AGC ne ha parlato con l’imprenditrice Anna Maria Corazza, di proprietà della sua famiglia da circa la metà del 1800. Di Anna Maria, un figlio, sposata con Nils Daniel Carl Bildt, politico e diplomatico svedese e Primo Ministro nel suo Paese dal 1991 al 1994, va ricordato il personale recente passato politico con due legislature da parlamentare europeo per la Svezia.

Come è stato possibile valorizzare questo antico maniero?

“Con la mia famiglia siamo qui da sei generazioni e ci siamo impegnati tutti insieme per conservare e valorizzare questo patrimonio storico artistico e culturale italiano che appartiene a tutti noi. Il castello medievale col suo antico borgo e il casale è un complesso unico.”

Quale tipo di turismo approda al Castello di Tabiano e quali servizi particolari vengono offerti agli ospiti?

“Nel Castello facciamo viste guidate, organizziamo eventi e matrimoni. All’antico borgo abbiamo albergo, un hotel di charme con piscina, spa e ristorante, e poi abbiamo i casali. Un posto molto particolare, unico per certi aspetti, in cui abbiamo infuso molto amore e molta passione. Noi siamo molto fieri di operare in quella parte dell’Italia, cuore dell’Emilia-Romagna, sulle colline di Parma, a un’ora da Milano, nella food e motor valley, nel contesto di una ricchezza di storia e cultura rappresentata dalla via Francigena, dall’Italia feudale e dei castelli Siamo riusciti a fare conoscere all’estero tutti questo, abbiamo portato moltissimi ospiti stranieri da tutto il mondo e specialmente dall’Europa. Quest’anno particolare ha portato i nostri conterranei a riscoprire questo antico borgo”.

Avete coniato un motto: “Chi visita un castello ne diventa custode per sempre”. C’è un turismo di ritorno nel vostro caso?

“C’è grande soddisfazione perché ci sono tanti ospiti, sia italiani che stranieri, che tornano, fanno il passaparola e tornano con loro amici o con la loro famiglia. Abbiamo organizzato tanti eventi, festeggiamenti e celebrazioni. Si sono trovati bene ed è bellissimo vedere come apprezzano in particolare il nostro team, con persone dedicate in possesso non sono solo di competenze professionali ma che riescono a lavorare anche in condizioni difficili. Di fatto, parliamo di un grande un albergo diffuso in un grande parco e quindi veniamo apprezzati soprattutto per l’accoglienza personale”.

L’emergenza sanitaria ha ridotto a minime percentuali la mobilità e il turismo e azzerato la possibilità di organizzare eventi. Come è cambiata la gestione del castello di Tabiano?

“Abbiamo veramente fatto del nostro meglio per seguire tutti i protocolli. Siamo stati aperti tutta l’estate senza avere neanche un caso di contagio, grazie soprattutto al nostro team che ha
lavorato seguendo tutte le regole ed è riuscito a fare in modo che il posto fosse pieno e senza nessun problema. Purtroppo, siamo stati chiusi e lo siamo ancora, come tutti i nostri colleghi.
Siamo una struttura sana che andava bene e ci troviamo con l’inverno più difficile in assoluto da affrontare, stiamo lottando per la sopravvivenza. Non siamo gli unici, ma sicuramente. come tutti gli altri, abbiamo bisogno di sostegno, di sapere quando potremo contare sugli aiuti. Mi dispiace dirlo, ma non è possibile che le casse integrazioni arrivino quattro mesi dopo, è giunto il momento di semplificare le procedure e fare in modo che chi ha lavorato e chi ha perso il lavoro possa continuare ad arrivare alla fine del mese con dignità. Siamo museo vivente, un Paese che piace e noi operatori con migliaia di altri colleghi ce la mettiamo tutta per resistere, ma quest’anno abbiamo bisogno di farlo insieme”.

Intervista di Federica Sorrentino

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