venerdì, Settembre 17, 2021
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INTERVISTA: Scarfone (ASSTRA), bus pronti per il 50% degli studenti, a scuola in sicurezza

In attesa di avviare la campagna di vaccinazione anti-Covid sul territorio nazionale, la Lombardia è la Regione che ha dovuto e continua a fare i conti con la pandemia di coronavirus. Uno dei problemi che impattano maggiormente sulla vita quotidiana è il trasporto pubblico locale, in particolare per quello scolastico. Dopo le festività natalizie, si prospetta una riapertura delle scuole con il 50% di presenze. Federica Sorrentino ne ha parlato con Gianni Scarfone, Presidente di Asstra Lombardia, Associazione delle aziende di trasporto pubblico locale.

Dimezzare la popolazione studentesca basta per garantire il rispetto delle norme sul distanziamento tra i viaggiatori?

“Contribuisce sicuramente alla soluzione di questo tipo di problema. Teniamo conto che in queste settimane, anche sulla base dei provvedimenti che sono stati presi a livello nazionale in tutto il territorio nazionale, in particolare in Lombardia, dove questo lavoro era già stato avviato fin dallo scorso mese di maggio, con le Prefetture, le scuole e le aziende di trasporto, si sono definite modalità specifiche di organizzazione degli orari scolastici. Per esempio, nella provincia di Bergamo, ma anche in altre province come Brescia, si è lavorato affinché i ragazzi entrassero a scuola in due orari differenziati, per esempio alle 8 e alle 10. Si conseguenza, le uscite verrebbero organizzate sfaldando i tempi. Ovviamente questa sorta di logistica degli ingressi è accompagnata dal 50% della didattica in presenza e dal 50% della didattica in remoto. Mi auspico sia solo l’inizio, perché l’obiettivo che tutti dobbiamo avere è quello di consentire ai ragazzi di essere il più possibile presente, condividere l’esperienza scolastica e socializzare. Alla ripresa della didattica in presenza incrementeremo l’offerta di trasporto. Questo intervento, insieme alla responsabilizzazione dei cittadini, ritengo sia un elemento decisivo. Ricordiamo che la capacità degli autobus è ridotta al 50% per cui il mix di queste misure dovrebbe portare a soluzioni compatibili con la gestione di questo difficile momento”.

Finora il Governo ha stanziato un miliardo e 100 milioni come forma di ristoro a fronte di 2 miliardi di perdite del trasporto pubblico locale a livello nazionale. In più sono state disposte risorse economiche per i servizi aggiuntivi nel 2021. Sono sufficienti e come saranno impiegate?

“Da una prima valutazione riteniamo che le risorse stanziate non siano sufficienti. Non lo sono per il 2020, per far fronte ai mancati introiti tariffari soprattutto nelle regioni del centro Nord, dove la componente dei ricavi propri è più rilevante. Stimiamo manchino ancora 700-800 milioni solo per il 2020. A fronte di una previsione iniziale fatta quest’estate, tutti immaginavamo che il 2021 fosse l’anno delle ripresa, ma gli scenari critici che stiamo esaminando fanno ritenere che nel 2021 non verranno sicuramente ripristinate le condizioni di gestione del 2019. Pertanto, saranno necessarie sia risorse per finanziare i servizi aggiuntivi sia per coprire i mancati introiti, altrimenti la prospettiva è che il settore e le singole aziende non sopravvivano a questa difficile situazione dal punto di vista economico e finanziario”.

Studenti e non solo. C’è una fetta di italiani che usa i mezzi pubblici per recarsi al lavoro o solo per spostarsi per esigenze personale e familiari. Quali soluzioni per questa fascia di persone?

“Nella programmazione e nel potenziamento del servizio teniamo conto delle varie fasi di allentamento delle restrizioni, come abbiamo già sperimentato nei mesi estivi. Oovviamente, noi cerchiamo di mettere in campo la maggior capacità di trasporto in caso della ripresa. L’obiettivo è quello di soddisfare il complesso dei movimenti e delle esigenze in corso. Contiamo che nei prossimi mesi il vaccino sia una mano a tutti e quindi si allentino anche queste disposizioni che ad oggi riducono al 50% la capacità degli autobus”.

I sindacati dei trasporti hanno annunciato la mobilitazione per il mancato accordo sul rinnovo del contratto nazionale dei lavoratori del trasporto pubblico locale. Ci sono margini per evitare ulteriori problemi e difficoltà al settore in questa fase ancora delicata?

“Mi auguro che prevalga il senso di responsabilità e lo sciopero s annunciato per le prossime settimane rientri, proprio perché immagino che la riflessione anche da parte dei dirigenti sindacali tenga conto delle particolari situazioni sia di servizio che economiche. Difficile prevedere un aggravio dei costi aziendali sottoscrivendo un rinnovo del contratto, ma siamo disponibili a discutere sia gli aspetti economici che gli aspetti normativi. Era attivo un inizio di trattativa a livello nazionale, c’è stato un irrigidimento per me incomprensibile da parte dei sindacati. Spero che nei prossimi giorni rientri la proclamazione dello sciopero e si riprenda il confronto, anche perché il momento è difficile e tutti dobbiamo cercare di fare la nostra parte con impegno e, appunto, senso di responsabilità.

Intervista di Federica Sorrentino

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