domenica, Settembre 26, 2021
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Sindacati bocciano piano industriale nuova Alitalia-ITA: “inaccettabile”

Il piano industriale presentato dalla nuova Alitalia ITA è risultato indigesto ai sindacati di categoria, i cui rappresentanti ne hanno discusso a distanza con la ministra dei Trasporti e delle Infrastrutture, Paola De Micheli. I sindacati Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl trasporto aereo hanno espresso il proprio disaccordo sul piano 2021-2025, definendolo inaccettabile.

La nuova compagnia aerea ITA intende partire dal prossimo mese di aprile con 52 dipendenti, numero che corrispondente alla metà di quelli in forza alla vecchia Alitalia, vale a dire tra i 5.200 e i 5.500. Il restante 50% circa dei dipendenti di Alitalia resterebbe a carico della società in amministrazione straordinaria con un destino tutto da definire.

Entro quattro anni dal prossimo aprile, infatti, la forza lavoro di ITA dovrebbero salire a 9.500 dipendenti. Soluzione a cui i sindacati si oppongono drasticamente. Preoccupazione e opposizione anche da parte della Fnta, la Federazione nazionale del trasporto aereo che riunisce i piloti e assistenti di volo di Anpac, Anpav e Anp, che giudica il piano industriale illustrato dall’Ad Lazzerini (nella foto) “eccessivamente riduttivo rispetto alle aspettative e alla impostazione che diversi esponenti del governo avevano ripetutamente sostenuto e garantito nel recente passato”.

Flotta dimezzata e obiettivo a cinque anni per tornare allo standard attuale della vecchia Alitalia sono considerati assolutamente inidonei al rilancio della compagnia aerea. Seri dubbi, infatti, da parte della Fnta, che la nuova Alitalia riesca a presidiare opportunamente il mercato e garantire lo sviluppo atteso con la prossima ripresa del traffico. A cominciare dalla sterile programmazione dei collegamenti intercontinentali, da sempre da tutti ritenuta l’unica, o quasi, vera condizione di guadagno.

Nella riunione a distanza con la ministra De Micheli, i sindacati hanno sottolineato come per il progetto di rilancio di Alitalia il Governo ha stanziato tre miliardi di euro per consentire l’immediato recupero delle quote di mercato. Con solo 9 velivoli di lungo raggio? E il “Cargo”, che sta vivendo ovunque momenti di impressionante sviluppo causa pandemia, dove sta? Settore che ITA ha preso per così dire “sotto gamba”, o addirittura messo da parte? Sono davvero in molti a chiederselo.

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