Reti di sensori ipertecnologici e tecniche di realtà aumentata per condurre indagini scientifiche non distruttive, rapide e accurate direttamente sulla scena del crimine.

Lo comunica l’ENEA (Agenzia Nazionale per l’Energia)  che intende sviluppare il progetto europeo RISEN (Real-tIme on-site forenSic tracE qualificatioN) con la partecipazione di 20 partner di 12 Paesi tra cui, per l’Italia, ENEA nel ruolo di coordinatore, Ministero della Difesa, Università di Bergamo e Consorzio CREO – Centro Ricerche Elettro Ottiche con sede all’Aquila.

Le tecnologie sviluppate nell’ambito di RISEN saranno sperimentate per l’Italia dal Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche (RaCIS).

Oltre ai sensori, il team di ricerca del Centro ENEA di Frascati svilupperà un sistema di indagine 3D (Augmented Crime Scene), che permetterà di ricostruire la scena del crimine in versione virtuale, facendo ricorso a tecniche di realtà aumentata.

Attualmente i reperti rinvenuti sulle scene del crimine – ad esempio sangue, saliva, esplosivi, polvere da sparo, droga e fibre varie – vengono trasportati in laboratorio e analizzati con metodi tradizionali che talora richiedono giorni per averne l’esito. approcci tradizionali che richiedono molte ore o addirittura giorni, invece  secondo il responsabile del progetto Roberto Chirico “queste innovazioni potranno servire agli investigatori ad annullare i rischi connessi alla presenza di agenti biologici o chimici sulla scena del crimine e a limitare il rischio che le prove vengano contaminate, perse o distrutte”.

Foto Polizia di Stato

 

AGC GreenCom 17 Dicembre 2020 12:25