Fuga dalle città. Protagonisti assoluti in quanto a desideri e destinazioni i piccoli Paesi, per la maggior parte forti di borghi affascianti per quanto dismessi e pressoché privi dei moderni e indispensabili servizi. Basti pensare che tra i circa 8000 Comuni d’Italia di ogni dimensione (per l’esattezza 7903 al 1 luglio 2020), oltre 1000 dispongono di connessione internet scadente, se non del tutto assente. E 5 milioni di persone non son neppure in grado di ricevere o fare una semplice telefonata in quanto la loro abitazione è priva di allacciamento alla “rete fissa” ed è priva di copertura per l’uso del cellulare.

Nonostante ciò, i piccoli Borghi sparsi per l’intero Paese, veri gioielli di arte ma  fortemente penalizzati dalla mancanza di strumenti di comunicazione, attirano sempre più l’attenzione e il desiderio della tranquillità altrove sempre più precaria, anche da parte di stranieri d’ogni dove.

Luoghi dove i nuovi ritrovati della tecnologia sembrano ancora proprio lontani anni luce. Ma  è proprio dal mondo hi-tech che potrebbe arrivare la soluzione definitiva per fornire impulso al loro progressivo ripopolamento. Paradossalmente favorito dall’emergenza Covid e di conseguenza con l’urgente necessità, in primo luogo, della disponibilità di strumenti di connessione a banda larga per permettere la DaD (Didattica a distanza) e lo smartworking. Connessioni che renderebbero tutto più rapido e veloce.

Insieme a quelle condizioni di innovativa promozione messa in atto da anni da parte di Sindaci per così dire “illuminati” che offrono in vendita al prezzo simbolico di 1 euro (uno!), ma a particolari condizioni anti speculative,  abitazioni abbandonati e dismesse e necessarie di adeguati restauri a cura di acquirenti desiderosi di stabilirci la propria residenza.

Una “migrazione” per così dire a ritroso che i piccoli paesi stanno cavalcando per tornare a vivere. E così a poco a poco il “desiderio” si sta facendo breccia in una Italia per così dire dimenticata, portando novità come il delivery, l’e-commerce, il turismo 4.0, la fibra ottica e il crowfunding.

Un esempio per tutti: la tecnologia ha già salvato dallo spopolamento anche Colletta di Castelbianco, in provincia di Savona, piccolo centro disabitato dal 1956 soprattutto per le conseguenze di alcuni terremoti. Colletta, recentemente è stato trasformato in Borgo Telematico, oggi totalmente cablato in fibra ottica. Una vero e proprio paradiso per chi voglia dedicarsi allo smartworking in quella tranquillità certo impensabile in città.

E per chi desideri aiutare i piccoli centri a sopravvivere con una “ripopolazione” che oltretutto permetterebbe la ripresa di un artigianato destinato purtroppo a scomparire, può utilizzare la tecnologia anche per raccogliere fondi attraverso il crowdfunding, strumento di raccolta fondi online necessari a ristrutturazioni e incremento della tecnologia. Ovvero una forma di finanziamento collettivo, un processo collaborativo di un gruppo di persone che utilizza il proprio denaro in comune per sostenere gli sforzi di persone e organizzazioni. Una pratica di microfinanziamento dal basso che mobilita persone e risorse.

Nella foto di Enrico Massidda: Torre di Palme (FM) 

AGC GreenCom 14 Dicembre 2020 11:04