Ares Osservatorio Difesa riporta dal  Bulletin of the Atomic Scientists  il suo annuale Nuclear Notebook, un quadro generale dello stato e della consistenza della componente nucleare delle Forze Armate degli Stati Uniti d’America.

All’inizio del 2019 il Dipartimento della Difesa contava su un totale di 3.800 testate nucleari in grado di essere impiegate su oltre 800 tra missili balistici e aerei. Bisogna tener conto che la maggior parte delle testate non è dispiegata bensì è tenuta in riserva per poter essere impiegata se necessario.

Il Nuclear Nootbook stima comunque che 1.750 testate sono dispiegate e pronte al lancio su 1.300 missili balistici e 300 su aerei. A questo vanno aggiunte 150 bombe “tattiche” dispiegate nella base europee. Le rimanenti, circa 2.050, sono appunto in “magazzino” pronte per essere utilizzate nel caso in cui la situazione lo richieda. Diverse centinaia di queste testate nucleari saranno comunque ritirate prima del 2030 al raggiungimento dei limiti di vita operativa delle stesse.

Ai numeri sopra menzionati vanno aggiunte circa 2.000 testa nucleari già ritirate dal Dipartimneto della Difesa ma ancora intatte e sotto la costodia del Dipartimento dell’Energia che ne sta curando lo smaltimento.

Il totale dovrebbe aggirarsi attorno alle 5.800 testate

Le armi nuclari sono immagazzinate presso 24 siti in 11 stati americani e in cinque stati europei.

Gli Stati Uniti sono pienamente all’interno dei limiti imposti dal trattato New START con 668 lanciatori e 1.376 testate (i limiti sono 700 lanciatori e 1.550 testate). Rispetto alla Russia il numero di lanciatori a stelle e strisce è superiore di 155 unità.

Si contano:

  • 400 missili ICBM Minuteman III con 800 testate
  • 240 missili Trident con 1.920 testate
  • 44 B-52H con 528 testate e 16 B-2A con 322 testate (forze strategiche)
  • F-15E e F-16 DCA hanno a disposizione 230 testate (forze non strategiche)

L’US Air Force opera oltre 400 silos di lancio per missili ICBM Minuteman III ripartiti su tre missile wings. Un lungo e multimiliardario processo di aggiornamento della componente ground delle forze nucleari è iniziato nel 2015 per estendere la vita dei Minuteman al 2030. Nell’agosto del 2017 è iniziata la procedura per assegnare ad una azienda il compito di progettare il nuovo missile intercontinentale (GBSD – Ground Base Strategic Deterrent). 

 Gli Stati Uniti dovrebbero acquistare 666 GBSD ad un costo astronomico di oltre 100 miliardi di dollari. I nuovi missili dovrebbero avere un raggio superiore rispetto ai Minuteman con la capacità di colpire non solo la Russia ma anche Cina, Nord Corea e Iran.

Report originale leggere l’United States nuclear forces, 2020 (in modo gratuito) segui il link: https://doi.org/10.1080/00963402.2019.1701286

AGC GreenCom 14 Dicembre 2020 8:54