domenica, Settembre 26, 2021
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Accordo di Parigi, risultati ancora deludenti

L’Accordo di Parigi del 2015 è stato, almeno nelle premesse, una svolta epocale. Con più di 190 Paesi firmatari e l’intenzione di diminuire le emissioni di CO2 sembrava avere le premesse di cambiare il mondo. Ma a cosa ha portato effettivamente? Poco, ad essere sinceri.

Il Climate Action Tracker (CAT), un’analisi scientifica indipendente che serve a monitorare i risultati delle politiche climatiche di 36 Paesi del mondo a partire dal 2009, ha dato prova di come le azioni dell’Ue non siano ancora riuscite a soddisfare il target stabilito a Parigi, ovvero limitare l’innalzamento delle temperature a 1,5° C dall’era pre-industriale, giudicando l’impegno dell’Unione “insufficiente”. Se poi guardiamo gli Stati Uniti d’America – usciti dall’Accordo durante la presidenza Trump – e la Russia la situazione è “gravemente insufficiente”, mentre in Cina è addirittura “altamente insufficiente”.

Come scritto da Ferdinando Cotugno in un editoriale del “Domani” dell’11 dicembre scorso, gli obiettivi del Consiglio europeo aveva promesso di tagliare il 55% delle emissioni entro il 2030, mentre la comunità scientifica e il Parlamento europeo chiedevano rispettivamente il 65% e il 60%. Senza contare il ritardo cronico dell’Italia, lenta per quanto concerne le innovazioni tecnologiche, soprattutto a favore della mobilità alternativa e della decarbonizzazione.

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