Il piano europeo Next Generation EU prevede uno stanziamento di circa un miliardo di euro anche per i porti. È questa la cifra che, indicativamente, sarà assegnata al progetto per il Cold Ironing, secondo quanto riporta Il Sole 24 Ore oggi e che riguarda l’elettrificazione delle banchine dei principali porti italiani, così da alimentare navi, traghetti e cargo con l’energia elettrica, durante il loro stazionamento appunto in porto.

La cifra di un miliardo si ottiene dalla stima della necessità di ogni porto, calcolata a circa 25-30 megawatt a porto, l’elettrificazione di 3-4 banchine e il costo di un milione di euro a megawatt. Il totale della potenza installata è calcolata intorno a un gigawatt. 

Ma i costi andranno calcolati anche alla luce delle tariffe elettriche applicate dai gestori, che potrebbero rendere il ricorso all’energia elettrica non così conveniente come, per esempio, il combustibile desolforato. Quest’ultimo è indicato dalla Direttiva dell’UE del 2014 come l’alternativa da utilizzare all’energia elettrica per abbattere l’inquinamento dei porti, una direttiva finora disattesa dall’Italia, che, grazie al progetto Cold Ironing, potrebbe, invece essere rispettata.

Una risoluzione del problema dei costi dell’energia elettrica potrebbe venire dal provvedimento introdotto dal Decreto Semplificazione, che riduce quasi a zero le accise per le tariffe di energia elettrica dedicate alla ricarica di navi, traghetti e cargo. Il provvedimento, presentato con un emendamento del Partito Democratico al Senato, elimina gli oneri generali di sistema per le forniture di energia elettrica alle navi attraccate in banchina. E’ già attivo in proposito un tavolo di lavoro all’interno del Mnistero delle infrastrutture, insieme all’Autorità per l’energia.

Il piano Cold Ironing coinvolgerà 41 porti, di cui, in prima battuta, quelli con più alto traffico di navi da crociera, come Genova, Civitavecchia, Savona, Livorno, Bari, Trieste, La Spezia, Salerno, Venezia e i porti di Villa San Giovanni e delle Tremiti.

Il progetto potrebbe essere anche volano di nuovi investimenti con il coinvolgimento di Terna per potenziare la rete di trasmissione in prossimità dei porti, di Fincantieri e della cantieristica in generale per adeguare le navi, di società di distribuzione, a partire da Enel, per l’adeguamento dell’infrastruttura nei porti e di società di gestione dei servizi, come EnelX. In questo contesto, anche il ruolo delle Autorità si Sistema Portuale (AdSP) si modificherebbe: spetterebbe ad essi l’avvio delle gare per la realizzazione di progetti e per la gestione delle infrastrutture, trasformando il porto in un hub con servizi innovativi, sostenibili e digitali.

Infine, questa svolta green potrebbe tradursi anche in una maggiore attrattività dei porti per il settore cargo, visto che molti produttori iniziano ad essere attenti anche alla sostenibilità del trasporto delle loro merci.

AGC GreenCom 13 Dicembre 2020 13:49