giovedì, Settembre 23, 2021
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Covid, secondo uno studio del CNR l’estate contrasta l’azione del virus

Uno studio pubblicato sull’International Journal of Environmental research and Public Health a cura, tra gli altri, dell’Istituto di ricerca su innovazione e servizi per lo sviluppo del Consiglio nazionale delle ricerche, ha analizzato  da aprile ad agosto 2020 il rapporto tra terapie intensive e casi attivi e quello tra decessi e casi attivi.

Due gli indicatori significativi nello studio dell’aggressività della malattia che risultano massimi all’inizio di aprile mentre all’inizio di agosto raggiungono valori quasi 20 volte minori rispetto al mese primaverile.

Quindi esiste un effetto stagionale estremamente significativo nella diffusione e gravità del Covid-19 in Italia.

A dimostrarlo è un lavoro che si basa su una analisi quantitativa dei dati, firmato tra gli altri da Antonio Coviello e dall’associato Renato Somma del CNR.

“Dopo i drammatici picchi di contagio e decessi dei mesi iniziali dell’epidemia – spiega-  a partire da maggio il decorso della malattia è stato estremamente più mite. Questa osservazione, che insieme con il calo drastico dei contagi nei mesi estivi di giugno e luglio ha dato adito ad accese dispute tra chi sosteneva la necessità di mantenere alto il livello di precauzione e chi, al contrario, sosteneva il de-potenziamento del virus, è stata per la prima volta quantificata statisticamente a livello nazionale”.

“Questi rapporti, sebbene influenzati dal continuo aumento dei tamponi – prosegue Somma – a un’analisi statistica accurata risultano comunque significativamente minori nei mesi estivi in cui, oltre a essere drasticamente diminuiti i contagi, anche il decorso della malattia è stato molto più mite”. Questo effetto – evidenzia – è in totale contrapposizione con quanto prevedevano, a maggio i gruppi internazionali di epidemiologia che arrivavano ad ipotizzare migliaia di decessi giornalieri ed oltre 150mila pazienti bisognosi di terapie intensive entro luglio, dopo le riaperture totali effettuate in Italia dall’inizio di giugno”.

Il calo estivo è attribuito, nello studio, a due fattori fondamentali: “L’effetto fortemente sterilizzante dei raggi solari ultravioletti sul virus e la nota stagionalità della risposta immunitaria, che in estate è più efficace e meno infiammatoria – spiega Lorenzo De Natale dell’Università di Napoli- Nella fase grave, Covid-19 si comporta essenzialmente come una malattia auto-immune, in cui i danni maggiori agli organi bersaglio, in primis i polmoni, sono generati dalla risposta infiammatoria del sistema immunitario nota come tempesta di citochine”

La marcata stagionalità della pandemia, dimostrata per l’Italia, sembra comune agli altri paesi europei e potrebbe spiegare la letalità molto bassa riscontrata in paesi caldi e soleggiati, anche in presenza di condizioni igieniche e sistemi sanitari peggiori che nei paesi nord-occidentali”.

Infine, il lavoro analizza i trend di contagi in Italia nel periodo da fine agosto a fine ottobre, confermando l’effetto di mitigazione estivo mentre da settembre, assieme ai contagi, sono risaliti anche i rapporti tra terapie intensive e casi attivi e tra decessi e i casi attivi, nonostante il numero di tamponi costantemente in crescita.

Giuliano Longo
Direzione editoriale l'Unità, commissione parlamentare legge editoria 1980. CDA Sipra rai. Direzione comunicazione PCI. Amministratore delegato Paese Sera quotidiano. Direzione editoriale quotidiano Liberazione. Editore di Time out Roma. No Limits supplemento de l'Unità. Direttore editoriale free Press Cinque giorni successivamente Cinque Quotidiano
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