mercoledì, Settembre 22, 2021
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Ambiente, ancora troppo diffuso l’abusivismo edilizio.

Sono  20mila le nuove costruzioni abusive (ampliamenti compresi) che secondo la stima provvisoria del 2019, utilizzata dall’Istat nell’ambito del Bes (l’indicatore del Benessere equo e sostenibile), rappresenta il  17,7% sul totale delle nuove costruzioni. Lo documenta il Rapporto Ecomafia 2020.

I numeri della criminalità ambientale in Italia sono riportati da Legambiente, grazie al sostegno di Cobat e Novamont sulla base  dell’attività delle forze dell’ordine, Capitanerie di porto, magistratura, insieme al lavoro del Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente, nato dalla sinergia tra Ispra e Agenzie regionali per la protezione dell’ambiente, e dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

“La causa di questa persistenza dell’abusivismo edilizio in Italia – spiega Enrico Fontana, responsabile Osservatorio nazionale ambiente e legalità Legambiente – è duplice a causa delle  mancate demolizioni da parte dei Comuni e i continui tentativi di riproporre condoni edilizi da parte di Regioni, leader e forze politiche coinvolti.

Per questo occorre  un adeguato supporto alle Prefetture nelle attività di demolizione, in caso di inerzia dei Comuni e la chiusura delle pratiche di condono ancora giacenti presso i Comuni, che a Roma, ad esempio, sono ancora migliaia.

Inoltre è necessaria l’emersione degli immobili non accatastati, censiti dall’Agenzia delle entrate, per avviare la verifica della loro regolarità edilizia e sottoporre quelli abusivi all’iter di demolizione. 

Giuliano Longo
Direzione editoriale l'Unità, commissione parlamentare legge editoria 1980. CDA Sipra rai. Direzione comunicazione PCI. Amministratore delegato Paese Sera quotidiano. Direzione editoriale quotidiano Liberazione. Editore di Time out Roma. No Limits supplemento de l'Unità. Direttore editoriale free Press Cinque giorni successivamente Cinque Quotidiano
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