Sono  20mila le nuove costruzioni abusive (ampliamenti compresi) che secondo la stima provvisoria del 2019, utilizzata dall’Istat nell’ambito del Bes (l’indicatore del Benessere equo e sostenibile), rappresenta il  17,7% sul totale delle nuove costruzioni. Lo documenta il Rapporto Ecomafia 2020.

I numeri della criminalità ambientale in Italia sono riportati da Legambiente, grazie al sostegno di Cobat e Novamont sulla base  dell’attività delle forze dell’ordine, Capitanerie di porto, magistratura, insieme al lavoro del Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente, nato dalla sinergia tra Ispra e Agenzie regionali per la protezione dell’ambiente, e dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

“La causa di questa persistenza dell’abusivismo edilizio in Italia – spiega Enrico Fontana, responsabile Osservatorio nazionale ambiente e legalità Legambiente – è duplice a causa delle  mancate demolizioni da parte dei Comuni e i continui tentativi di riproporre condoni edilizi da parte di Regioni, leader e forze politiche coinvolti.

Per questo occorre  un adeguato supporto alle Prefetture nelle attività di demolizione, in caso di inerzia dei Comuni e la chiusura delle pratiche di condono ancora giacenti presso i Comuni, che a Roma, ad esempio, sono ancora migliaia.

Inoltre è necessaria l’emersione degli immobili non accatastati, censiti dall’Agenzia delle entrate, per avviare la verifica della loro regolarità edilizia e sottoporre quelli abusivi all’iter di demolizione. 

AGC GreenCom 11 Dicembre 2020 11:10