sabato, Settembre 18, 2021
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Legambiente, dati allarmanti ghiacciai alpini: ridotti del 60% in 150 anni

Un rapporto di Legambiente denominato “Carovana dei ghiacciai” ha tracciato un quadro preoccupante della situazione dei ghiacciai alpini, in quanto è stato riportata una loro riduzione del 60% negli ultimi 150 anni. Nel caso particolare delle Alpi Orientali, per esempio, è stato ipotizzato che il ghiacciaio della Marmolada “potrebbe scomparire nell’arco di 15-20 anni”.

I report hanno dimostrato come dalla fine degli anni Ottanta ad oggi – quindi nell’arco di poco più di un trentennio – “la contrazione dei ghiacciai si è notevolmente accelerata e i delicati equilibri degli ambienti glaciali d’alta quota sono stati sconvolti dal progredire del riscaldamento”. Addirittura per quel che concerne le Alpi centrali, monitorate assieme al Servizio glaciologico lombardo, si parla di spazi “quasi completamente privi di neve residua”. I gruppi Ortles – Cevedale, Badile – Disgrazia, Bernina e Adamello sono quelli considerati più a rischio.

Sulle Alpi occidentali, con 300 ghiacciai su una superficie totale di 160 chilometri quadrati, sono accertati ritiri che registrano “valori a due cifre, ma in alcuni casi possono raggiungere le centinaia di metri (meno 335 metri al Ghiacciaio del Gran Paradiso nel 2019). L’arretramento delle fronti rappresenta solo in parte la drammatica perdita di massa glaciale documentata dai bilanci di massa: il Ghiacciaio del Grand Etrèt (Gran Paradiso) ha perso negli ultimi 20 anni quasi 20 metri di spessore”.

Infine il Comitato glaciologico italiano registra un altro dato allarmante riguardante le Alpi Giulie, i cui ghiacciai negli ultimi 150 anni “hanno visto ridursi il proprio volume del 96% e la propria area dell’82%”.

Non più supposizioni, dunque, ma certezze che fanno paura, che dimostrano come il tempo stringa prima che i danni al nostro pianeta siano irreversibili.

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