Lo storico inventore della batteria agli ioni di litio (LiOn) John Bannister Goodenough, ha presentato nel 2017 il primo prototipo di batteria alternativa alla precedente e, finalmente, gli è stato concesso “il brevetto per la nuova batteria di vetro”. Questa batteria potrebbe essere rivoluzionaria, in quanto non solo è molto più densa di energia rispetto alla sua rivale più comune, ma tra gli altri vantaggi potrebbe anche dare ai veicoli elettrici un’autonomia di 1.600 chilometri con una carica di 60 secondi.

John Bannister Goodenough è un fisico e chimico statunitense cui il 10 dicembre 2019 è stato appunto assegnato il premio Nobel per la chimica, insieme allo statunitense Michael Stanley Whittingham e al giapponese Akira Yoshino, “per lo sviluppo delle batterie agli ioni di litio”

Applicando al vetro sodio o litio per formare un elettrodo all’interno della batteria, la capacità di accumulo di energia triplica rispetto alle tradizionali batterie LiOn. E c’è di più: non ci sono dispersioni e non è infiammabile, a differenza delle batterie LiOn che sono soggette finanche a esplodere di tanto in tanto.

La nuova batteria di vetro, se commercializzata, avrebbe il potere di rivoluzionare l’industria dei veicoli elettrici, in quanto potrebbe finalmente superare la barriera dei prezzi che finora ha reso costose le auto elettriche e ne ha ostacolato la diffusione. Penso che abbiamo la possibilità di fare quello che abbiamo cercato di fare negli ultimi 20 anni – parole di John Goodenough – ovvero ottenere un’auto elettrica che sarà competitiva in termini di costi e convenienza con il motore a combustione interna”.

La ricercatrice Maria Helena Braga dell’Università del Texas, Austin afferma che i primi test suggeriscono anche che la batteria di vetro potrebbe avere “forse migliaia” di cicli di carica e scarica, più della media da 1.000 a 2.000 cicli ottenibili con il tipico nickel-manganese-cobalto o altre batterie. Inoltre, l’elettrodo della batteria di vetro ha dimostrato di poter resistere a un intervallo di temperature molto più ampio, tra -20 ° C e 60 ° C. Il che la renderebbe utilizzabile anche per immagazzinare energia solare ed eolica intermittente sulla rete elettrica.

In sintesi le batterie ricaricabili contenenti un elettrolita di vetro / solido amorfo solvatato con acqua possono fornire una batteria stabile, sicura e a basso costo. Come tutte le nuove invenzioni però c’è chi nutre qualche dubbio: la batteria di vetro si comporta in qualche modo come un supercondensatore, che può caricarsi e scaricarsi rapidamente, ma non è noto per la sua capacità di immagazzinare grandi quantità di energia.

AGC GreenCom 10 Dicembre 2020 17:01