L’emergenza coronavirus ha accelerato la trasformazione digitale in tutta Europa, lo dimostra uno studio, commissionato da “eToro” finanziaria, in collaborazione con il Center for Economics and Business and Research (Cebr), che analizza 9 Paesi europei e l’impatto che le tecnologie hanno attualmente su di loro.

Oltre un terzo (36%) degli intervistati ha infatti dichiarato di aver aumentato durante la pandemia il proprio uso della tecnologia digitale al di fuori del lavoro. Questi cambiamenti comportamentali sembrano aver determinato cambiamenti a lungo termine nelle preferenze e nelle abitudini, con più di un quarto (27%) che si aspettava che il loro uso delle tecnologie digitali al di fuori del lavoro fosse più alto dopo la pandemia rispetto a prima.

“Dal lavoro alla famiglia, dai soldi ai media, il modo in cui ci impegniamo con quasi tutto nella nostra vita e’ cambiato quest’anno a causa del Covid-19. Il 2020 e’ stato un anno imperniato sull’accelerazione digitale.

Il mondo ha premuto sull’acceleratore e in poche settimane abbiamo abbracciato una tecnologia che altrimenti avrebbe impiegato alcuni anni per pervadere la nostra vita quotidiana”, ha detto Yoni Assia, Ceo e co-fondatore di eToro, il portale di investimento multi-asset con 16 milioni di iscritti in tutto il mondo. 

 Tra gli europei che hanno visto espandere il loro uso delle tecnologie digitali durante la pandemia, la risposta e’ stata ampiamente positiva.

Il 46% ha affermato che l’esperienza ha insegnato loro nuove competenze e un terzo (33%) ha dichiarato che gli ha fatto venire voglia di provare nuove tecnologie. I benefici sono stati particolarmente evidenti per le generazioni piu’ anziane, con il 55% di quelle di eta’ pari o superiore a 55 anni che ha confermato che il maggiore utilizzo della tecnologia ha reso la loro vita piu’ facile.

A livello di Paese (lo studio e’ stato condotto in Danimarca, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Romania, Spagna e Regno Unito), l’accoglienza positiva e’ stata piu’ clamorosa in Polonia, dove il 65% degli intervistati ha convenuto che il maggiore utilizzo della tecnologia ha semplificato la loro vita e il 61% ha affermato di aver imparato nuove competenze.

Mentre la maggior parte degli europei (51%) concorda sul fatto che le tecnologie digitali semplificano la vita e sono generalmente favorevoli all’aumento della digitalizzazione in tutta l’economia, la ricerca rivela disaccordo sul ritmo e sulla portata della trasformazione digitale che da ritenersi appropriata per il futuro.

Due europei su cinque ritengono che le tecnologie digitali si stiano diffondendo troppo rapidamente, mentre quasi lo stesso numero (39%) afferma che il ritmo del cambiamento è schiacciante.

La stragrande maggioranza degli intervistati (97%) nutre qualche preoccupazione per i rischi del crimine informatico per la mole sempre maggiori di dati e attivita’ che vengono spostati online. Oltre un quarto (27%) ha indicato di essere estremamente preoccupato.

Anche le implicazioni sociali legate alla tecnologia digitale pesano molto sulle menti di molti europei. Infatti, il 96% degli europei e’ preoccupato per l’uso improprio delle tecnologie digitali per diffondere notizie fuorvianti o errate.

Sebbene il potenziale di diffusione di fake news tramite le tecnologie digitali sia una preoccupazione significativa in tutti i Paesi analizzati, la preoccupazione sulla loro diffusione  riguarda il 61% degli italiani.

foto SPI – Cgil

AGC GreenCom 10 Dicembre 2020 15:48