Eri Mark Huitema è il DG di Acea (European Automobile Manufacturers’ Association ) l’associazione dei costruttori europei, in Europa (Unione Europea, paesi Efta e Gran Bretagna) è insoddisfatto dello sviluppo in Europa dell’automotive elettrico ed è scettico su “l’audace ambizione di avere almeno 30 milioni di auto a emissioni zero sulle strade nell’Unione europea entro il 2030. Purtroppo questa visione è molto lontana dalla realtà odierna”.

Il suo commento si riferisce al  Pacchetto mobilità sostenibile e intelligente dell’Ue, pubblicato ieri dalla Commissione europea.

Per Huitema uno dei pilastri chiave di questa strategia è promuovere l’adozione di veicoli a emissioni zero, un obiettivo pienamente condiviso dall’industria automobilistica dell’Ue, che dedica gran parte del suo budget annuale di ricerca e sviluppo di 60,9 miliardi di euro alla decarbonizzazione. Secondo una ricerca dell’associazione, dei 243 milioni di autovetture sulle strade dell’Ue lo scorso anno, meno di 615.000 auto erano veicoli a emissioni zero (auto elettriche a batteria e auto elettriche a celle a combustibile messe insieme).

Si tratta di circa lo 0,25% dell’intero parco auto. “Per raggiungere l’obiettivo della Commissione -commenta- avremmo bisogno di vedere un aumento di quasi 50 volte delle auto a emissioni zero in circolazione sulle nostre strade in soli 10 anni” aggiungendo come, “nonostante gli investimenti del settore in tali veicoli e la loro quota di mercato in crescita, non esistono tutte le condizioni giuste per fare un salto così massiccio”.

Infatti “la Commissione europea dovrebbe associare alla sua ambizione per la realizzazione di infrastrutture in tutta l’Ue all’ambizione di ridurre le emissioni di CO2 dei veicoli.

È abbastanza semplice: più alti diventano gli obiettivi climatici, più alti dovrebbero essere gli obiettivi per i punti di ricarica e le stazioni di rifornimento. Sfortunatamente, vediamo ancora una discrepanza tra questi due elementi a livello dell’Ue. “,

La Commissione stima prudentemente che saranno necessari tre milioni di punti di ricarica pubblici entro il 2030. Dato che lo scorso anno erano presenti meno di 200.000 punti di ricarica in tutta l’Ue, ciò richiederebbe l’installazione di 15 volte più infrastrutture nel i prossimi 11 anni.

Per Huitema “l’esperienza ci ha dimostrato che un approccio volontario a questi obiettivi infrastrutturali non funziona. Mentre alcuni paesi dell’Ue sono stati molto attivi, altri hanno fatto poco o niente”.

Infine, per Acea oltre alle infrastrutture “sono necessari anche altri strumenti per incoraggiare i consumatori a passare alla mobilità a emissioni zero, come una tariffazione sul carbonio più aggressiva, la continuazione dei programmi di rinnovo della flotta e misure di supporto per il miglioramento e la riqualificazione dei lavoratori per facilitare la trasformazione del settore”.

AGC GreenCom 10 Dicembre 2020 9:42