venerdì, Settembre 17, 2021
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ENEA, ricerca Italia-Spagna per aumento prestazioni CSP

NEXTOWER, un progetto di fatto internazionale ma soprattutto italo-spagnolo che prevede una serie di materiali innovativi per aumentare le prestazioni dei sistemi termodinamici a torre. Due i prototipi in costruzione: nel Centro ENEA Ricerche Brasimone (Appennino bolognese), e a Tabernas (comune spagnolo situato nella comunità autonoma dell’Andalusia, provincia Almeria, all’interno di una zona desertica. Obiettivo, l’aumento delle prestazioni del solare a concentrazione (Concentrating Solar Power, ovvero CSP) puntando su nuovi materiali per il ricevitore solare e il sistema d’accumulo termico.
Un programma europeo coordinato da ENEA d’intesa con CIEMAT oramai in fase più che avanzata. Un’iniziativa  lanciata nel gennaio 2017 nel quadro del Programma quadro Horizon 2020 che per oltre 3 anni ha riunito le competenze di 19 partner aziendali e scientifici. Tra questi, il Politecnico di Torino e l’Università Sapienza di Roma. per migliorare le tecnologie degli impianti termodinamici.

Il miglioramento delle tecnologie degli impianti termodinamici costituisce strumento sicuro e sostenibile per il successo della transizione energetica. Un mercato che offre diverse tecnologie per quanto riguarda il tipo e la forma del ricevitore, la natura del fluido termoreattore o dei sistemi di accumulo. Ma, come sempre purtroppo avviene soprattutto in Italia nel campo della ricerca, mancano ancora soluzioni economiche adeguate che permettano una distribuzione su larga scala del CSP.

La tecnologia di partenza è quella del solare a concentrazione del tipo “a torre”. Ovvero un campo di specchi piani e mobili (eliostati) che concentrano i raggi del sole su un singolo ricevitore posto sulla sommità di una torre. All’interno di quest’ultima circola un fluido termovettore che ha il compito di portare quell’energia termica fino all’impianto di stoccaggio.

E’ opinione condivisa dai Gruppi interessati che i sistemi CSP ad aria atmosferica (come fluido temovettore) rappresentino la migliore opzione a breve termine per la generazione di energia su larga scala, purché la ricerca permetta a trovare materiali in grado di migliorare durata ed emissività del ricevitore, riducendo affaticamento e shock termico in giunti e componentistica.

Intanto sono stati realizzati due prototipi: SOLEAD#1 da 7 MW presso la Plataforma Solar De Almeria (PSA) del CIEMAT, in Spagna; SOLEAD#2 presso il Centro ENEA di Brasimone (Bologna), sull’appennino tosco-emiliano.

L’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA) ha ideato questo sistema grazie all’esperienza maturata nel raffreddamento dei reattori nucleari. Il prototipo da 100kW comprende, secondo il progetto, una vasca di accumulo contenente circa 32 tonnellate di piombo e due scambiatori: uno primario da interfacciare al sistema “ricevitore solare” ed un “dissipatore di calore” secondario in grado di prelevare l’energia stoccata per fornire calore di processo o potenza per la produzione di energia elettrica.

 

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