La Giunta regionale sarda ha approvato la nuova proposta organica delle aree non idonee alla realizzazione degli impianti alimentati da fonti energetiche rinnovabili, quali in particolar modo solare e eolica.

Tra le aree ritenute non idonee all’installazione di impianti Fer vi sono le aree naturali protette tra cui quelle di particolare pregio naturalistico o scientifico, le aree interessate da produzioni agricolo-alimentari di qualità, le zone rientranti nel Piano regionale di qualità dell’aria e le aree interessate da situazioni di dissesto o rischio idrogeologico; escluse anche aree di particolare pregio artistico-culturale e gli insediamenti storici, monumentali, architettonici o i siti archeologici. Stop agli impianti rinnovabili anche nei parchi, nelle riserve e annessi territori di protezione esterna, e nei beni paesaggistici quali isole, dune, spiagge, aree rocciose, grotte e caverne, monumenti naturali, laghi naturali, dighe o invasi.

Le aree e i siti non idonei saranno rappresentati sul portale tematico SardegnaGeoportale.

Vogliamo favorire investimenti di revamping e repowering dell’eolico esistente con macchine più evolute ed efficienti, sfruttando la buona ventosità di siti già conosciuti e utilizzati – ha spiegato l’assessora dell’industria Anita Pili – La mappa dei poli energetici della regione deve essere calibrata sulle esigenze e sulle peculiarità dei territori. La valorizzazione delle fonti di energia rinnovabile è fondamentale per la nostra regione. Attraverso un lavoro di analisi e fotointerpretazione di immagini aree è stato anche possibile individuare le zone preferenziali per la realizzazione degli impianti, quali ad esempio aree industriali dimesse e opportunamente bonificate, denominate aree brownfield“.

AGC GreenCom 5 Dicembre 2020 11:27