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mercoledì, Maggio 25, 2022
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Sardegna: aree idonee e non per fonti “green”

La Giunta regionale sarda ha approvato la nuova proposta organica delle aree non idonee alla realizzazione degli impianti alimentati da fonti energetiche rinnovabili, quali in particolar modo solare e eolica.

Tra le aree ritenute non idonee all’installazione di impianti Fer vi sono le aree naturali protette tra cui quelle di particolare pregio naturalistico o scientifico, le aree interessate da produzioni agricolo-alimentari di qualità, le zone rientranti nel Piano regionale di qualità dell’aria e le aree interessate da situazioni di dissesto o rischio idrogeologico; escluse anche aree di particolare pregio artistico-culturale e gli insediamenti storici, monumentali, architettonici o i siti archeologici. Stop agli impianti rinnovabili anche nei parchi, nelle riserve e annessi territori di protezione esterna, e nei beni paesaggistici quali isole, dune, spiagge, aree rocciose, grotte e caverne, monumenti naturali, laghi naturali, dighe o invasi.

Le aree e i siti non idonei saranno rappresentati sul portale tematico SardegnaGeoportale.

Vogliamo favorire investimenti di revamping e repowering dell’eolico esistente con macchine più evolute ed efficienti, sfruttando la buona ventosità di siti già conosciuti e utilizzati – ha spiegato l’assessora dell’industria Anita Pili – La mappa dei poli energetici della regione deve essere calibrata sulle esigenze e sulle peculiarità dei territori. La valorizzazione delle fonti di energia rinnovabile è fondamentale per la nostra regione. Attraverso un lavoro di analisi e fotointerpretazione di immagini aree è stato anche possibile individuare le zone preferenziali per la realizzazione degli impianti, quali ad esempio aree industriali dimesse e opportunamente bonificate, denominate aree brownfield“.

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