martedì, Settembre 21, 2021
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Nuovi impianti per cattura e stoccaggio CO2

Le tecnologie per cattura e stoccaggio di carbonio (CCS) continuano la loro corsa a livello mondiale quanto a capacità installata, anche se resta ancora ben distante dai livelli che sarebbero necessari per centrare gli obiettivi climatici più ambiziosi.

La capacità totale è passata da dagli 85 milioni di tonnellate del 2019 agli oltre 110 milioni di tonnellate 2020, una crescita di un terzo rispetto all’anno precedente. Cifra a cui si arriva però, solo se si sommano agli impianti attivi anche quelli in progettazione o in sviluppo.

Secondo Brad Page, a capo del think tank australiano, che monitora la diffusione di questa tecnologia a livello globale, dietro il boom della tecnologia CCS si vede chiaramente l’impatto dei nuovi e più alti livelli di ambizione climatica che si stanno affermando in tutto il mondo. “Uno dei maggiori fattori che guidano questa crescita è il riconoscimento che il raggiungimento di emissioni nette zero è urgente ma irraggiungibile senza riduzioni di CO2 da settori ad alta intensità energetica”. Riconoscimento compreso anche dai principali inquinatori mondiali, come Cina, Usa, Giappone e Corea del Sud.

L’IPCC stima che entro il secolo debbano essere catturate tra 350 e 1200 Gt di CO2, ma ad oggi la capacità CCS sequestra circa 40 Mt l’anno. Conclude infine Page ricordando l’importanza del raggiungimento della neutralità climatica e quanto questa tecnologia possa contribuire al raggiungimento di questo scopo. “Deve aumentare la capacità di cattura di almeno 100 volte entro il 2050 per soddisfare gli scenari stabiliti dall’IPCC”.

Aldo M. Biscardi
Studente di Ingegneria Gestionale presso La Sapienza. Appassionato di giornalismo, sport, fonti di energia rinnovabili e motori.
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