Per gestire i rifiuti organici servono i Biodigestori Anaerobici in tutto il Lazio, cominciando da dove mancano completamente: a Frosinone e provincia e soprattutto nella Capitale dove non c’è alcun impianto.

Questa la denuncia di Legambiente, infatti secondo i dati analizzati dalla associazione, nel Lazio  si producono 3 milioni di tonnellate annue di rifiuti urbani, almeno un terzo sono organici e quando saranno raccolti correttamente e ovunque, avremo 1 milione di tonnellate annue di frazione organica.

Per gestirla, nella Regione serviranno 20 impianti di biodigestione anaerobica, se tutti di piccola capacità; oggi ce ne sono solo 2 attivi a Tuscania (VT) e Anzio (RM). Sarebbero quindi necessari 2 biodigestori anaerobici a Frosinone e provincia; 2 impianti in provincia di Latina, uno dei quali è già al termine della fase autorizzativa; 1 in provincia di Rieti; nessuno in provincia di Viterbo dove già è sufficiente quello di Tuscania, 3 altri impianti in provincia di Roma (esclusa la capitale) oltre a quello già costruito ad Anzio, e infine a Roma 10 biodigestori anaerobici di piccola taglia, o di meno ma di capacità superiori. Il calcolo è stato realizzato tenendo in considerazione i dati più recenti del catasto rifiuti ISPRA e le indicazioni d’ambito arrivate con il nuovo Piano Regionale dei Rifiuti

“Si parta con l’economia circolare-conclude la nota- ma chi si oppone ideologicamente a questi impianti, si oppone a un miglioramento ambientale evidente, a milioni di km in meno di Camion e di inquinamento prodotto ed è il maggior alleato di quanti vorrebbero discariche e termovalorizzatori”

AGC GreenCom 3 Dicembre 2020 11:12