Sedici anni fa l’Unione Europea ha iniziato un percorso verso la “Terza Rivoluzione Industriale”, abbandonando l’era dei combustibili fossili e puntando verso una indipendenza energetica derivante da fonti rinnovabili. La nuova strategia europea sceglie l’idrogeno verde come tecnologia portante del Green Deal di quest’anno.

Il primo a teorizzare questo “passaggio” dall’era dei fossili verso il green è stato Jeremy Rifkin nel suo libro “Economia all’idrogeno”, pubblicato nel 2004. Tra i tanti sostenitori di questa tesi vi è un’ insegnante di fisica tedesca, Angela Merkel che, appena eletta cancelliera, volle dare a Rifkin l’incarico di consigliere per le politiche dell’idrogeno nel suo Paese. Dall’incontro fra l’economista statunitense e la cancelliera tedesca nacquero una serie di strategie che ancora oggi guidano le politiche di sostenibilità del nostro continente.

Inizialmente la Merkel era scettica, come fisica teorica comprendeva perfettamente la visione del grande economista americano secondo cui la combustione delle fonti fossili rappresentava una violazione delle leggi della termodinamica, perché in natura nulla brucia. Ma era molto scettica sulla possibilità che lo scenario delineato da Rifkin, una Terza Rivoluzione Industriale in cui ciascuno produce la propria energia a partire da fonti solari, fosse davvero uno scenario vincente per tutti. Alla questione Rifkin rispose: “In effetti ci saranno vincitori e perdenti. Vinceranno le comunità locali e le Pmi, vinceranno l’ambiente, il clima, e in definitiva la razza umana. Ma è altrettanto certo che qualcuno perderà. Per esempio perderanno i grandi produttori di idrocarburi, i grandi monopoli fossili, e tutta l’industria petrolifera e nucleare”. Da allora l’intesa è totale.

Era nata la strategia europea di sostenibilità che si sarebbe sostanziata nel Pacchetto Clima Energia 20-20-20 con gli ambiziosissimi obiettivi di + 20% di energia da fonti rinnovabili, -20% di emissioni e + 20% di efficienza energetica al 2020. Da allora l’Europa ha fatto passi da gigante. Ha stabilito l’obiettivo della neutralità climatica al 2050, con lo step intermedio di meno 40%, poi alzato a meno 55% dalla presidente Ursula von der Leyen, al 2030. Ha inoltre lanciato il modello energetico distribuito, le comunità dell’energia, la figura del prosumer (ossia produttore e consumatore insieme di energia). E ha messo in campo la nuova e coraggiosa strategia per l’idrogeno verde.

 

 

 

AGC GreenCom 30 Novembre 2020 11:15