sabato, Settembre 18, 2021
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Bosch spiega: il futuro delle auto sarà ad idrogeno

Da tanto tempo ormai ci si è posti un punto interrogativo sul futuro delle automobili: come sostituire gli attuali e inquinanti motori a combustibili fossili? Una risposta interessante sembra essere l’auto elettrica, ma non tutti sembrano essere d’accordo. Ecco i motivi per cui Bosch, leader mondiale di componenti per autovetture, ritiene che le celle a combustibile e l’idrogeno saranno componenti essenziali della mobilità del futuro.

Neutralità climatica. In una cella a combustibile l’idrogeno reagisce con l’ossigeno presente nell’aria. L’energia prodotta da questa reazione viene convertita in elettricità, utilizzata per la guida. Calore e acqua pura sono gli altri prodotti della reazione. Inoltre sommando le emissioni di CO2 derivanti da produzione, funzionamento e smaltimento, le celle a combustibile producono meno emissioni di carbonio dei sistemi di propulsione esclusivamente a batteria.

Possibili applicazioni. L’idrogeno ha una densità di energia elevata. L’energia prodotta da un chilo di idrogeno, quantità che permette a un’autovettura di percorrere circa 100 km, corrisponde a 3,3 litri di diesel. Come con il diesel o la benzina bastano pochi minuti per riempire un serbatoio di H2 vuoto e riprendere il viaggio.

Efficienza. L’elettricità prodotta dagli impianti eolici e solari rimane spesso inutilizzata, non trovando un consumatore e non potendo essere conservata. È qui che entra in gioco l’idrogeno. L’elettricità in eccedenza può essere utilizzata per produrlo in modo decentralizzato, così che sia pronto per essere conservato e trasportato in maniera flessibile.

Costi. Il costo dell’idrogeno verde diminuirà considerevolmente quando si amplieranno le capacità produttive e calerà il prezzo dell’elettricità prodotta da fonti rinnovabili. Secondo l’Hydrogen Council, un’associazione che riunisce oltre 90 aziende nel mondo, i costi di molte applicazioni dell’idrogeno saranno dimezzati nei prossimi dieci anni e ciò le renderà competitive rispetto ad altre tecnologie.

Rete di distribuzione. La rete attuale di stazioni di rifornimento di idrogeno non offre una copertura completa ma le circa 180 stazioni presenti in Europa sono già sufficienti per alcune tratte importanti. In molti paesi diverse aziende stanno collaborando per ampliare questa rete di distribuzione, spesso con il supporto di sovvenzioni statali.

Sicurezza. I serbatoi di idrogeno non comportano un aumento del rischio di esplosione in quanto l’idrogeno è circa 14 volte più leggero dell’aria e quindi estremamente volatile e se fuoriuscisse dal serbatoio di un veicolo esso si volatilizzerà più velocemente rispetto al tempo che impiegherebbe per reagire con l’ossigeno presente nell’aria. Il che rende questo tipo di carburante non più pericoloso di altri combustibili o batterie per veicoli.

Tempistiche. La produzione di idrogeno è un processo collaudato e semplice dal punto di vista tecnologico, che può quindi essere accelerato rapidamente per soddisfare l’aumento della domanda. Inoltre, ora le celle a combustibile hanno raggiunto la maturità tecnologica necessaria per essere commercializzate e utilizzate diffusamente.

 

 

Aldo M. Biscardi
Studente di Ingegneria Gestionale presso La Sapienza. Appassionato di giornalismo, sport, fonti di energia rinnovabili e motori.
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