Wave for Energy, società di sviluppo tecnologico torinese, nonché spin-off del Politecnico di Torino, ha elaborato un progetto che sfrutta una coppia di sistemi giroscopici collegati ad altrettanti generatori per convertire l’energia delle onde marine in energia elettrica.

Il nome di questa tecnologia è ISWEC (Inertial Sea Wave Energy Converter) e rappresenta la più grande fonte di energia rinnovabile inutilizzata del Pianeta. Se si riuscisse a sfruttare a pieno il moto ondoso, si produrrebbe 5 volte il fabbisogno annuale di energia del mondo intero (circa 80 mila miliardi di KWh).

Ma come funziona il moto ondoso? Le onde provocano il beccheggio dell’unità, ancorata al fondale, ma libera di muoversi e oscillare. Il beccheggio viene intercettato dai due sistemi giroscopici collegati a generatori che lo trasformano in energia elettrica. Una soluzione semplice, con un cuore d’alta tecnologia.

Attualmente non siamo ancora in grado di sfruttare tutto l’enorme potenziale elettrico del mare ma questo è esattamente l’obiettivo che si pone Eni che, in collaborazione con il Politecnico di Torino ha dato luce al laboratorio MORE (Marine Offshore Renewable Energy Lab) per potenziare la ricerca sull’energia del mare.

AGC GreenCom 26 Novembre 2020 16:25