Quaranta anni fa. Ore 19,34 di domenica 23 novembre 1980 Terremoto in Campania e Basilicata,  Una fortissima scossa, interminabili 90 secondi, di magnitudo 6,9 equivalenti al decimo grado della Scala Mercalli, con epicentro Sant’Angelo dei Lombardi devasta una vasta zone del meridione, investendo città, vallate e zone montane.

Subito dopo la scossa di fortissima intensità e di altre successive cosiddette di assestamento, delle reali conseguenze per quasi l’intera notte l’Italia e il mondo non hanno la esatta dimensione del disastro. La macchina dei soccorsi e della solidarietà si mette così veramente in moto dalle prime luci dell’alba successiva. Fondamentale, come sempre in ogni circostanza, nonostante i danni subiti a strutture e “armamento”, il ruolo delle Ferrovie dello Stato.

L’evento, che causò oltre 3000 morti e la distruzione di interi paesi, interessò così anche l’infrastruttura ferroviaria, causando in particolare l’interruzione del servizio sulla linea Avellino – Rocchetta S. Antonio Lacedonia, che attraversava in pieno l’epicentro del sisma. La tratta fu riaperta nel gennaio del 1982.

In questo video, il Direttore Generale della Fondazione FS Ing. Luigi Francesco Cantamessa Armati ricorda il grande contributo delle Ferrovie dello Stato nel fronteggiare l’emergenza e sostenere le popolazioni colpite dal terremoto con i primi soccorsi.

 

AGC GreenCom 24 Novembre 2020 12:54