venerdì, Settembre 17, 2021
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Energia solare dall’ombra: ecco il SEG

Per quanto questo titolo può sembrare contraddittorio, in un futuro prossimo sarà possibile produrre energia solare rinnovabile dall’ombra. Lo si legge in un articolo pubblicato sulla rivista Energy & Environmental Science in merito alla realizzazione, da parte di un team di scienziati della National University di Singapore (NUS), di un prototipo di generatore molto particolare.

Come ha spiegato Tan Swee Ching, ricercatrice del dipartimento di Scienze e Ingegneria del NUS: “In questo lavoro abbiamo sfruttato il contrasto di illuminazione causato dalle ombre come fonte di energia indiretta. Il contrasto nell’illuminazione induce una differenza di tensione tra l’ombra e le sezioni illuminate, con conseguente produzione di corrente elettrica. Questo nuovo concetto di raccolta di energia in presenza di ombre non ha precedenti”.

L’innovativo dispositivo è stato denominato Shadow-Effect Energy Generator (SEG) ed è composto da una serie di celle disposte su una pellicola di plastica flessibile e trasparente. Ogni cella è un sottile film d’oro depositato su un wafer di silicio. Il SEG ha un’ architettura tale per cui genera una quantità di elettricità molto bassa o nulla se l’intera cella è illuminata o in ombra, mentre ottiene la produzione massima quando metà della cella è illuminata e metà in ombra, poiché raggiunge la superficie ottimale per generare e conservare la carica.

Inoltre, il generatore può avere anche la funzione di sensore autoalimentato per il monitoraggio di oggetti in movimento. È in grado infatti di rilevare il passaggio di un oggetto nelle vicinanze, proprio in virtù della capacità dell’oggetto di generare ombre. Ciò apre quindi la strada ad applicazioni diverse da quelle di mero generatore di energia.

Per il momento riesce a produrre solo una bassa quantità di energia, ma rappresenta un’ottima base di partenza per poter arrivare ad utilizzarlo anche per gli impianti fotovoltaici all’aperto o quantomeno per alimentare i dispositivi in-door. Il prossimo obbiettivo dei ricercatori, dunque, è quello di migliorare il prototipo in termini di efficienza e di costi.

 

 

 

 

Aldo M. Biscardi
Studente di Ingegneria Gestionale presso La Sapienza. Appassionato di giornalismo, sport, fonti di energia rinnovabili e motori.
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