Da qualche mese a questa parte nella regione Lombardia è partito un progetto dall’enorme importanza nella lotta contro il Covid-19. Prevede la donazione da parte dei donatori abituali, che hanno già combattuto e sconfitto il virus, del plasma, ovvero la parte liquida del sangue nella quale sono sospesi gli elementi corpuscolari (globuli rossi, globuli bianchi e piastrine).

Il 20 Novembre 2020, a Milano, il Presidente Avis Regione Lombardia, Oscar Bianchi, ha incontrato la stampa con i tre colleghi di vertice con cui si occupa del progetto, il dott. Giuseppe Cambiè – Direttore Sanitario Avis Regionale Lombardia, la Dott.ssa Barbara Giussani – Direttore Sanitario Avis Provinciale Bergamo, la Dott.ssa Germana Zana – Direttore Sanitario Avis Provinciale Brescia e il Dott. Riccardo Merli – Direttore Sanitario Avis Comunale Cremona.

Avis Regionale Lombardia, a 6 mesi dall’avvio del progetto Plasma Iperimmune, porta le testimonianze delle sezioni provinciali di tre delle città più colpite dalla prima ondata della pandemia: Bergamo, Brescia e Cremona.

“Nei primi 3 mesi dall’avvio del progetto sono stati reclutati nella Udr Bergamo all’atto di una presentazione per aferesi  oltre 1400 donatori già periodici di plasma,tra questi  il 22% sono risultati avere anticorpi , tra gli immunizzati il 40% ha un titolo anticorpale elevato considerato iperimmune  e sono stati quindi considerati idonei per il dono di questo prezioso emocomponente ed hanno già donato più’ volte”, spiega la Dott.ssa Barbara Giussani, Direttore Sanitario Avis Provinciale Bergamo.

“Anche il territorio di Brescia ha aderito al progetto regionale per la raccolta del plasma iperimmune – racconta la dottoressa Germana Zana, Direttore Sanitario Avis Provinciale Brescia – rivolgendosi ai donatori periodici di plasmaferesi. Ha aderito circa il 35% dei donatori e di questi il 2,5% aveva il titolo anticorpale idoneo per partecipare al progetto. Nella Provincia di Brescia la raccolta di plasma è in carico alle strutture ospedaliere, quindi l’organizzazione del progetto del plasma iperimmune si è basata sulla sinergia con i SIMT”,

Nel territorio di Cremona, circa il 15% dei donatori abituali di plasma ha sviluppato gli anticorpi anti Covid-19 e quindi ha potuto donare il plasma iperimmune. Ciò dimostra che “l’incidenza del Covid continua a essere alta in uno dei territori già tra i più colpiti della prima ondata. La richiesta negli ospedali locali è in continua crescita così come la necessità di reperire una maggiore disponibilità di plasma iperimmune. Siamo quindi al lavoro per lanciare una nuova campagna di reclutamento tra i donatori guariti” afferma il dottor Riccardo Merli, Direttore Sanitario Avis Comunale Cremona.

Sottolinea inoltre il Presidente, Oscar Bianchi, l’importanza di queste donazioni e la collaborazione tra Avis e ospedali per raccogliere, trattare e immunizzare il plasma e usarlo nei pazienti che ne hanno la necessità.

L’adesione al progetto verrà proposta ai donatori abituali di plasma che si presentano nel proprio centro trasfusionale con appuntamento per aferesi, previa informativa da parte del medico e richiesta di sottoscrizione del consenso informato. Il donatore verrà sottoposto, contestualmente alla plasmaferesi, a prelievo per ricerca degli anticorpi anti SARS–CoV–2 e tampone naso–faringeo. Se i dati evidenzieranno anticorpi a titolo significativo e il tampone risulterà negativo, al donatore verrà chiesto di rendersi disponibile per effettuare almeno una donazione di plasma iperimmune il prima possibile e comunque dopo almeno 14 giorni dalla donazione già effettuata, e una successiva a distanza di almeno 14 giorni.

 

 

AGC GreenCom 22 Novembre 2020 11:35