“Anno Orribilis” il 2020 che non non poteva certo risparmiare neppure il vino. Rosso, bianco, rosato, comprese le tento apprezzate “bollicine”. Tracollo generale,  nel cui contesto solo un’azienda vitivinicola italiana su 10 tirerà le proprie somme nel 2020 col registrare l’incremento del suo giro d’affari. Per oltre 7 “imprese” su 10 le vendite totali risulteranno tristemente negative.

Sono i risultati, attesi sì, ma con almeno un filo di speranza, dallo studio dell’Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor presentata nel corso del Summit internazionale “Il futuro del vino: visioni differenti, unica prospettiva”, durante la presentazione di wine2wine exhibition 2020 al via a Veronafiere da domani domenica 22 novembre sino a martedì 24, quest’anno giocoforza in formato virtuale causa Covid-19.

L’indagine, che ha riguardato 165 aziende registrando la generale difficoltà delle imprese. Un risultato dato dall’insieme dei cali di fatturato dovuto alle mancate presenze in hotel, ristoranti e caffé, in deciso rosso per il 91% dei casi. Oltre che dall’assenza dei clienti degli altri canali tradizionali di vendita, a cominciare dall’acquisto diretto in cantina tanto gradito soprattutto dai tanti provenienti da ogni dove abituati ad avventurarsi e percorrere i sempre più numerosi itinerari enoturistici. A mitigare seppur parzialmente il danno, in primo luogo il boom dell’acquisto on line, riscontrato dall’80 per cento degli operatori.

Export in rosso, sebbene l’Italia sembrerebbe aver meno sofferto dei propri concorrenti d’altri Paesi. I dati indicano che solo il 18 per cento delle aziende sono in crescita. Tra i 10 mercati maggiormente in difficoltà, Regno Unito e Stati Uniti, con contrazione in contrazioni del 60%, almeno a quanto risulta da parte degli intervistati. Seguono Giappone, Australia, Cina, Germania, Canada, Russia e Svizzera, in uno scenario globale che vede 9 piazze su 10 in negativo, con la sola Svezia a luce verde.

“È difficile commentare dati le cui cause non riflettono il reale stato di salute del vino italiano ma un’epidemia mondiale in cui tra l’altro il vino italiano sta pagando la metà delle perdite rispetto ai propri competitor – dice con l’aria visibilmente sconsolata Giovanni Mantovani, Direttore generale di Veronafiere – anche se il nostro settore avrà tutti i fondamentali per ripartire, a patto che, per una volta almeno, le scelte sian corali e si attui una promozione di bandiera all’altezza della notorietà globale del brand tricolore. Una comunicazione istituzionale cui abbinare eventi italiani legati al trade del vino nel mondo”.

 

AGC GreenCom 21 Novembre 2020 13:58