Isaac Asimov già negli anni 60 teorizzò l’utilizzo di maxi centrali solari nello spazio, ma mai come di questi tempi si stanno tenendo gli occhi puntati sull’argomento. Dopo Cina e Giappone, anche il Regno Unito si unisce ai sostenitori di questo progetto ed intende investire su nuove ricerche sulle centrali solari nello spazio o SBSP (space-based solar power).

Per poter trasformare l’idea in realtà è necessario non solo il montaggio degli enormi satelliti in orbita, impresa che non è mai stata tentata prima su questa scala, ma anche dotare tali impianti di sistemi per convertire l’energia solare raccolta in onde radio ad alta frequenza da trasmettere in sicurezza ai ricevitori a terra collegati alla rete elettrica.

Il piano di investimento della Gran Bretagna servirà ad implementare la prima centrale solare nello spazio operativa entro il 2050 con l’obiettivo di capire se la tecnologia possa offrire una fonte di energia resiliente, sicura e sostenibile per il Paese.

Lo studio, condotto da Frazer-Nash Consultancy, prenderà in considerazione l’ingegneria e l’economia di una tale struttura, la capacità di fornire energia a prezzi accessibili per i consumatori e la possibilità di coesione con altre forme di energia rinnovabile per vedere come possa contribuire ad un futuro mix di tecnologie energetiche pulite.

AGC GreenCom 17 Novembre 2020 17:35