Da qualche anno un team di ingegneri del MIT (Massachusetts Institute of Technology) si sta impegnando per trovare una soluzione alla crisi idrica e quest’anno, grazie all’aiuto della University of Utah e del centro di ricerca e sviluppo della Samsung Electronic, il risultato ottenuto è sorprendente.

L’idea è quella di estrarre l’acqua dall’umidità atmosferica, il che è possibile grazie al “DeltaT”, un dispositivo che sfrutta la differenza di temperatura per consentire ad un materiale assorbente di catturare l’umidità durante la notte e rilasciarla il giorno successivo. Quando il materiale viene scaldato dalla luce solare, la differenza di temperatura tra la parte superiore e inferiore del sistema, fa sì che le goccioline assorbite vengano rilasciate per poi condensarsi su un piatto di raccolta.

La prima versione sfruttava particolari materiali chiamati strutture metallorganiche (MOF), ovvero dei cristalli sintetici ad elevata porosità interna, efficienti ma troppo costosi e difficili da produrre, a tal punto da costringere il dispositivo allo stand by. Nel secondo prototipo viene inserita una “spugna cristallina” a due stadi con una seconda fase di desorbimento e condensazione, e realizzata con un nuovo materiale assorbente facilmente reperibile, il risultato è stato eccezionale.

I miglioramenti apportati dal team hanno permesso di incrementare la produttività complessiva del sistema. In termini di litri potenziali al giorno per metro quadrato di area di raccolta solare, il processo è approssimativamente raddoppiato rispetto alla versione precedente, anche se i tassi esatti dipendono dalle variazioni di temperatura locali.

 

AGC GreenCom 16 Novembre 2020 23:14