Gli imprevisti livelli di concentrazione di carbonio 14 nelle acque di refrigerazione del reattore di Fukushima sono diminuiti drasticamente. Mentre Greenpeace sostiene addirittura che tali livelli potrebbero modificare il DNA umano, l’allarmismo e la paura disseminano indignazione intorno a questo argomento, largamente incompreso. Le dichiarazioni insistono su una presunta inaspettata presenza di carbonio 14 nelle acque che vengono sversate nell’oceano dopo aver raffreddato il reattore, che si somma alla presenza di Trizio, elemento comunque già presente nell’acqua potabile. Secondo le analisi ufficiali però, le acque provenienti dalla centrali non presentano una concentrazione tale da rendere pericolose per l’ambiente, ne tantomeno per la salute della popolazione limitrofa.

AGC GreenCom 13 Novembre 2020 11:09